Dopo aver ascoltato ieri le dichiarazioni di Jake Gyllenhaal direttamente dal set di Prince of Persia: Le sabbie del tempo, proseguiamo oggi il nostro viaggio nel film con le parole della protagonista femminile, una lanciatissima Gemma Arterton proveniente dai successi di 007 - Quantum of Solace e della commedia St. Trinian's (di cui è già in preparazione un sequel).
A differenza di Gyllenhaal, l'attrice ammette subito: "Non ho mai giocato al videogame. Ho fatto qualche ricerca su come è nato, ma la storia del film è leggermente diversa da quella del gioco. Mi sono preparata leggendo qualcosa sulla Persia e sulla sua storia, ma in realtà il film è un fantasy, quindi alla fine la cosa migliore è stato approcciarsi al ruolo a mente fresca e basandosi sulle proprie intuizioni".
Prince of Persia la vede protagonista, insieme a Gyllenhaal, di una coppia caratterizzata da un rapporto scoppiettante di amore-odio: "Io interpreto Tamina, che è la principessa di Alamut, una città che è stata invasa dai persiani e per questo li detesto. Il rapporto tra me e Dastan mi ha ricordato molto quello tra Beatrice e Benedetto in Molto rumore per nulla di Shakespeare. Naturalmente tra loro si sono molto simpatici, ma non lo danno mai a vedere. C'è quindi molto divertimento e tantissime battute di spirito, ma anche molto romanticismo, dramma e azione. È un film che prende direzioni differenti a seconda del momento".
La Arterton, che dopo James Bond ha preso parte anche al kolossal Clash of the Titans (in uscita in Italia il 2 aprile 2010), sembra averci preso gusto con i film di azione: "Sì, è vero, ma il mio ruolo in James Bond non aveva in realtà molta azione. Qui invece ce n'è davvero tanta, anche se poi il mio ruolo è quello di una sacerdotessa che oltre a combattere è anche molto spirituale. Ecco perché è stato davvero interessante interpretarla".
Il suo personaggio corre e lotta proprio come gli altri, pur non avendo un suo stile di combattimento preciso, ma l'attrice non nega di aver avuto il vantaggio rispetto ai suoi colleghi di non soffrire troppo il caldo del deserto: "Ad un certo punto facevano 58 gradi. Io ero tranquilla perché indossavo vestiti che erano comodi, ma quei poveri ragazzi che erano tutti imbacuccati... dovete vedere alcuni costumi: abiti di pelle quasi totalmente neri. E poi abbiamo girato inconsapevolmente nel periodo del Ramadan e c'erano tutti quei poveri marocchini che lavoravano con noi che non potevano bere acqua con tutto quel caldo. È stato incredibile, ma pur sempre un'esperienza".
E infine una previsione sul successo e la qualità del film. Le pellicole tratte dai videogiochi non hanno infatti finora goduto di una buona nomea: "Il film è basato sul videogioco, so che l'idea e i personaggi vengono da lì, ma ci sono attori brillanti diretti da un regista brillante con dietro una squadra altrettanto brillante, quindi credo che verrà fuori qualcosa di davvero brillante. Aspettate e vedrete". Più chiara di così! Noi aspetteremo il 28 maggio 2010.