Ci risiamo.
Come ogni anno, l’Academy ha combinato un piccolo, grande pasticcio nella selezione delle opere da candidare agli
Oscar.
Nella passata edizione, noi italiani potevamo esser tacciati di provincialismo per le critiche mosse al celebre organo cinematografico di Hollywood, in realtà più che giustificate, a seguito dell’esclusione di un gioiello come Gomorra di Matteo Garrone dalla lista per il Miglior Film Straniero.
Stavolta, però, questo rischio è escluso, dal momento che le proteste, più che meritate, riguardano pellicole made in USA, molte delle quali di provata qualità.
Lo scandalo, è proprio il caso di definirlo tale, riguarda le opere selezionate per il premio di Miglior Documentario. Tra di esse, occorre sottolinearlo, figurano sorprese interessanti come The cove, doc australiano sugli abusi commessi in Giappone ai danni dei delfini e ai rischi per la salute pubblica da essi derivati, e Food Inc., sulle multinazionali che controllano le abitudini alimentari degli americani, concentrate più sui propri profitti che sulla salute di chi andrà a mangiare quei prodotti.
Ciò che sconcerta, però, è l’assenza di titoli capaci di attirare su di sé il plauso di pubblico e critica, tra i quali spicca, senza dubbio, Capitalism: A love story, lo straordinario ultimo lavoro di Michael Moore sulla crisi economico-finanziaria globale.
Una decisione, francamente, inspiegabile.
Senza nulla togliere ai documentari scelti (tra i quali compare anche l’apprezzabile Valentino – The last Emperor, su vita e leggenda del noto stilista italiano), escludere il documentario di Moore, senza perdere tempo con dietrologie politiche inconsistenti (non ci dimentichiamo che l’Academy premiò il regista di Flint per Bowling a Columbine), non ha scuse e una simile presa di posizione merita di essere criticata aspramente.
Di seguito, la lista dei documentari selezionati:
The cove di Louie Psihoyos
Every little step di James D. Stern e Adam Del Deo
Facing Ali di Pete McCormack
Food Inc. di Robert Kenner
Garbage dreams di Mai Iskander
Living in Emergency: Stories of Doctors Without Borders di Mark N. Hopkins
The most dangerous man in America: Daniel Ellsberg and the Pentagon papers di Judith Ehrlich e Rick Goldsmith
Mugabe and the white African di Andrew Thompson e Lucy Bailey
Sergio di Greg Barker
Soundtrack for a revolution di Bill Guttentag e Dan Sturman
Under our skin di Andy Abrahams Wilson
Valentino – The last Emperor di Matt Tyrnauer
Which way home di Rebecca Cammisa
(Fonte: Cinemablend)