J. J. Abrams non riesce proprio a starsene con le mani in mano e così, tra sequel molto attesi (
Star Trek 2) e progetti top secret (ne parlavamo
qui), trova il tempo di lavorare anche all’acquisizione dei diritti di romanzi che potrebbero ispirare i suoi futuri lavori.
È il caso di
Let the great world spin, ultima opera di
Colum McCann (pubblicata solo pochi mesi fa negli Stati Uniti: un tempismo niente male, caro J. J.) dalla quale Abrams vorrebbe trarre un adattamento cinematografico con la sua casa di produzione, la Bad Robot.
Il libro, ambientato nel 1974 a New York, si concentra sulle vite degli abitanti della Grande Mela che una mattina scoprono che un funambolo sta camminando in equilibrio sopra un filo sospeso tra le due Torri Gemelle. Ispirato alla storia vera dell’equilibrista Philippe Petit (raccontata in Man on wire di James Marsh), il racconto di McCann descrive le vite di alcuni newyorchesi nell’arco di quella giornata: un giovane monaco irlandese costretto a fare i conti con le difficoltà del Bronx, il quartiere in cui vive; un gruppo di madri riunite in un appartamento di Park Avenue per una veglia funebre in memoria dei loro figli morti in Vietnam; una giovane nonna, neanche quarantenne, che si confronta con la figlia adolescente per tenere unita la famiglia.
Attraverso le loro vicende, l’autore propone una visione allegorica di quanto avvenuto alla Grande Mela, e all’America, a seguito degli attentati dell’11 Settembre 2001. Una prospettiva che ha fatto guadagnare al romanzo il National Book Award 2009.
Acquisendo i diritti di un libro simile, Abrams sembra voler rispondere a quanti, molto pochi per la verità, vedono in lui un «semplice» autore di genere.
Dal canto nostro, non abbiamo mai nascosto le nostre simpatie per uno dei pochi, veri creatori di immaginario attualmente in circolazione. Un talento che, siamo sicuri, troverà nuove espressioni sia in pellicole come Star Trek 2 sia in storie come questo Let the great world spin.
(Fonte: Hollywood Reporter)