Il mondo del rock vive di leggende, maledizioni, montature. E quando si mettono di mezzo i Beatles, si sa, tutto diventa più grande. Così, se ancora oggi, dopo l’iradiddio che successe negli anni Sessanta, c’è ancora qualcuno che crede che Paul McCartney sia morto, nei primi anni Settanta c’era qualcuno che credeva che McCartney non solo fosse vivissimo, ma incidesse i dischi con il nome di un altro. Quel nome era Emitt Rhodes. Solo che Emitt Rhodes era una persona che esisteva, un cantante e un autore con un suo repertorio di tutto rispetto. Ma da questa leggenda, e da altre vicissitudini, rimase travolto.
The One Man Beatles, il film di Cosimo Messeri presentato al Festival di Roma nella sezione L’altro cinema/Extra (che ogni anno ci ha regalato perle per gli amanti del rock, da Kurt Cobain ai Sigur Ros e Bob Marley) racconta il curioso caso di Emitt Rhodes. C’è chi dice che non esiste, chi che è il nome con cui i Beatles pubblicavano il loro materiale dopo essersi sciolti. Qualche giornalista americano mise in giro questa voce. E la cosa non aiutò certo la carriera di Rhodes. Rhodes ha fatto capolino sulla scena musicale nel 1966, con i Merry-Go-Round, band di cui era il cantante e il leader. In un’intervista radiofonica del 1971 sentiamo chiedere di continuo a Rhodes: “qualcuno crede che il suo sia un disco dei Beatles, qualcuno crede che lei sia Lennon o McCartney… è vero che lei ha dato a McCartney lezioni di chitarra?” Rhodes risponde a tutte le domande con un secco “no”. Rhodes nel frattempo era diventato un cantante solista: aveva firmato un contratto improbabile per sei album in tre anni. Non riesce a rispettare il contratto e la casa discografica gli fa causa per 250mila dollari e lo priva di tutti i diritti d’autore. Nel 1974, a 24 anni e all’apice del successo, Emitt Rhodes scompare.
Cosimo Messeri, regista e musicista fiorentino, dopo aver comprato un disco di Rhodes in un mercatino, se ne innamora. E decide così di varcare l’oceano per cercare questa popstar perduta. Quello che trova è un uomo invecchiato, appesantito, con un perenne velo di tristezza negli occhi. Vive la vita con rassegnazione e un pizzico di ironia, che forse lo salva, come quando racconta che la gente lo ferma per strada, ma in realtà lo scambia per Jerry Garcia dei Grateful Dead.
È una storia triste, quella di Rhodes. È l’altra faccia del rock, il lato oscuro di quel mondo fatto di fama, soldi e luci della ribalta. E di donne. Quelle donne che, dice Rhodes “sono fatte solo per due cose: ingannare e tradire”. Neanche con le donne ha avuta fortuna. La sua è una di quelle storie che, tra concerti e rockumentary gloriosi, non vediamo quasi mai. Ma è una storia tipicamente americana, una storia di ascesa e caduta. Assomiglia un po’ al Randy “The Ram” Robinson di The Wrestler, Rhodes. Anche lui dimenticato, non vive in una roulotte ma in una casetta che gli somiglia molto. Ma come in ogni storia americana, anche quella di Rhodes finisce con un riscatto. Rhodes torna a suonare, a preparare un disco dopo 35 anni, come il vecchio Rocky Balboa che torna a combattere dopo aver lasciato il ring. Commovente, interessante e con molta buona musica, The One Man Beatles è stato una delle sorprese della sezione Extra del Festival di Roma. Ci auguriamo presto di vederlo nelle sale o in dvd. Per ricordarci che non è importante quante volte si cade. L’importante è rialzarsi sempre.
Commovente, interessante e con molta buona musica, The One Man Beatles è una sorpresa
film:The one man Beatlesgenere:Documentarydata di uscita:TBApaese:Italiaproduzione:Osvego Film, Bi.Bi. Film, Argonautiregia:Cosimo Messerisceneggiatura:Cosimo Messericast:Emitt Rhodes, Joel Larson, Keith Olsen, Michael Penn, Matt Malley, Allison Anders, The Bangles, Ray Paul, Janice Fortier, Dan Mayer, Jim Rolfefotografia:Roberto Meddimontaggio:Cristiano Travagliolicolonna sonora:Emitt Rhodesdurata:52 min
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