Solo in Italia i registi provenienti dalla televisione deludono puntualmente. Benoit Delépine e Gustave Kervern, invece, sono l’esempio vivente di come quindici anni di collaborazione a programmi tv satirici possano portare a scrivere e dirigere ottime opere cinematografiche, da quel primo Aaltra ad Avida che passò per Cannes, fino a questo delizioso Louise- Michel.
Seicento pagine di un romanzo ridotte a novanta minuti striminziti di videoclip girati mali e senza una minima connessione tra loro. Questo è Babylon A.D., del regista francese Mathieu Kassovitz, che dopo i fasti di L’odio e I fiumi di porpora, ha prima fallito con il genere horror (Gothika) e adesso fallisce ancor più incredibilmente anche con la fantascienza. La storia è quella di Toorop (Vin Diesel), mercenario che in un mondo avviato ormai verso l'Apocalisse accetta l'incarico di scortare da un monastero in Mongolia a Manhattan una ragazza "speciale" e dalle misteriose capacità sensoriali. Senza fare domande, l'uomo eseguirà gli ordini, ma il suo compito si rivelerà più complicato del previsto: la ragazza è infatti il fulcro di una cospirazione che coinvolge anche una setta religiosa che mira al potere.


