Di Giuliana Molteni   |   05 Marzo 2013

L'immaginazione vince il potere
Arricchito dal valore dei tre Oscar appena ricevuti arriva su Blu-ray Warner Argo, l'interessante film diretto e interpretato dall'ormai definitivamente redivivo Ben Affleck. L'immagine è sempre di ottimo dettaglio, nell'assoluto rispetto delle scelte della fotografia originale, opera di Rodrigo Prieto (21 grammi, Brokeback Mountain, Biutiful), dalle tinte sempre naturali e volutamente vintage (il film è ambientato negli anni '70), con qualche traccia di grana ad ammorbidire il quadro. L'audio originale è ottimo, un coinvolgente e brillante DTS HD 5.1 dall'efficace spazialità, di buona potenza nella resa degli effetti sonori nelle scene più movimentate e delle belle musiche di Alexandre Desplat, sempre nitidissimi i dialoghi.

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Di Giuliana Molteni   |   28 Dicembre 2012

There's no place like home (forse)
Imperdibile edizione casalinga per Madagascar 3. Nel Blu-ray Universal l'immagine è di spettacolare nitidezza, tale da conferire alle scene una sensazione di tridimensionalità anche nell'edizione "piatta" di cui parliamo. Resa brillantissima anche della coloratissima fotografia originale, sempre luminosa e dettagliata. L'audio originale in Dolby True HD 7.1 è spettacolare pure lui, come potenza e dettaglio, nella resa coinvolgente di effetti sonori e colonna sonora, che, oltre alle musiche di Hans Zimmer, impiega canzoni come la mitica Gonna Make You Sweat (Everybody Dance Now) e la travolgente Fireworks di Katy Perry, oltre a un'indimenticabile versione della mitica Non Je Ne Regrette Rien di Edith Piaf, eseguita spiritosamente da Frances McDormand.

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Di Giuliana Molteni   |   06 Novembre 2012

L'immaginazione vince il potere
Spesso realtà e finzione si mescolano e l'una sembra imitare l'altra. Un film, che è pura finzione della realtà, può essere anche la finzione di se stesso, ugualmente così forte da riuscire a salvare delle reali vite umane. Questo è successo a Tehran nel 1979 a sei addetti diplomatici americani, rifugiati clandestinamente preso l'Ambasciata canadese, mentre 52 loro colleghi venivano imprigionati dai seguaci di Komeini, che li avrebbe rilasciati solo in cambio di Reza Palhavi, l'odiato Scià in precedenza al potere, fuggito negli States (eventi che probabilmente sono costati la rielezione a Jimmy Carter). Mentre l'amministrazione tenta invano di gestire il gravissimo fatto (resteranno prigionieri per 444 giorni), per mettere in atto "l'estrazione" dei sei isolati viene chiamato l'agente della CIA Mendez, che partorisce la "best bad idea" vincente: mettere in piedi l'organizzazione di un film canadese, da girare in Iran, fingendo che i sei americani siano membri della crew.

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Di Giuliana Molteni   |   07 Marzo 2012

Nel 1912 Edgar Rice Burroughs scriveva La principessa di Marte, noto anche come Sotto le lune di Marte, il primo di un ciclo di undici romanzi. Burroughs è stato un grande rappresentante di quel Planetary Romance che ha riscosso tanto successo fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, influenzando un’infinità di autori successivi in vari campi (il film Il pianeta delle Scimmie, Dune, e anche Flash Gordon, per arrivare ad Avatar sono prodotti riconducibili a quel genere). Non dubitiamo che anche George Lucas ne abbia tratto ispirazione. Il romanzo è immaginoso, epico e avventuroso, nella descrizione di mondi e personaggi per quell’epoca ancora più fantasiosi e irreali di oggi, nella narrazione di vicende complesse in mondi lontanissimi, con umani ed extraterrestri, popoli in lotta, despoti e “guardiani”, amori, tradimenti, eroismi, scenari spettacolari e mostri incredibili. Sulla pagina scritta l’effetto era stato travolgente, segnando l’avvio della carriera di Burroughs, autore in seguito di Tarzan. Vederlo trasportato sullo schermo oggi, pure con i prodigi resi possibili dalla computer grafica, lascia perplessi perché troppe sono le assonanze con altre storie già viste, troppi i rimandi ad altre saghe, come in un mix di Star Wars, Stargate, Star Trek, con un personaggio che rimanda a Indiana Jones sulla Terra e ad uno dei tanti supereroi nello spazio, con scenari stile Thor e un inizio con arrembaggi da Pirati dei Caraibi e panorami western da far temere un altro Cowboys and Aliens.

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Di Giuliana Molteni   |   27 Febbraio 2012
Esce in homevideo per Warner il thriller Contagion, diretto da Steven Soderbergh, non un film catastrofico né un thriller complottista, ma un ottimo esempio di cinema commerciale d’autore. Contagion è stato girato interamente in digitale  ad alta risoluzione con Red One, una scelta stilistica che caratterizza tutto il tono del film. Nel DVD l’immagine è così sempre molto pulita, senza rumore di fondo, nitida nella resa della morbida fotografia originale molto naturale. Contagion non è un film da effetti speciali, quindi l’audio in DD 5.1 è centrato sui dialoghi, con una buona resa della colonna sonora e dei rumori ambientali. Buona la traccia italiana, sempre più pulita e nitida quella originale. Peccato per gli extra, nel DVD c’è posto solamente per uno speciale, Come il virus ha cambiato il mondo, un veloce e spiritoso excursus sullo sviluppo delle epidemie (2 minuti scarsi), troppo poco. Continuiamo a dissentire dalla politica attuata da alcune case, che penalizzano pesantemente il DVD rispetto al Blu-ray. Nel caso di questo film però, anche nel supporto digitale gli extra non sono abbondantissimi, solo due altri brevi filmati.
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Di MovieSushi.it   |   18 Ottobre 2011

Il festival cinematografico veneziano ci consegna l'ultima fatica del giovane talentuoso regista danese come fosse un regalo prezioso, tenuto nascosto per trent'anni a maturare, come il buon vino. Una pellicola che ha tutto il sapore 80's, a partire dal font usato per i titoli, per confermarsi nella scelta delle note di sottofondo, che rimbalzano sulle luci dei semafori di una Los Angeles ancora una volta scenario prediletto nel raccontare la solitudine. Questa alienazione riecheggia costante nell'intera cinematografia di Refn, cosí come di Lynch e di Fuqua prima di lui. Un forte senso di rarefazione, fin dalla prima splendida sequenza di immagini, intensificata notevolmente dalla scelta della luce che veste i personaggi di uno stile quasi caravaggesco.

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Di Giuliana Molteni   |   29 Settembre 2011

Moti fattori concorrono a formare un bel film: gli interpreti e principalmente il protagonista; il regista; la storia; la fotografia; il montaggio; la musica (non necessariamente in quest’ordine). Ogni tanti i pianeti si allineano e ogni tanto in un film si trovano riuniti tutti questi elementi. Adattando liberamente il romanzo omonimo di James Sallis (pur con molte variazioni ma restando nel mood), Nicolas Winding Refn, autore di culto finora ristretto, poco distribuito per la violenza delle sue storie, realizza un noir senza tempo, che potrebbe essere ambientato negli anni ’60 come ai giorni nostri, perché immutabili sono certi caratteri: l’eroe stanco, carico di ferite non dette, che vive solitario, in bilico fra una vita normale e l’illegalità; la donna innocente, per la quale (per lei, solo per lei) si abbandonano prudenza e isolamento; l’amico di buona volontà ma irrimediabilmente fallito, che ti trascinerà con sé; i malavitosi di vario rango, tanto più crudeli e cinici quanto meno potenti; l’ex galeotto che si illude di tirarsi fuori dai giri pericolosi, così come la puttana da locale. Nessun amico su cui poter contare, perché come nella giungla, si è soli davanti alle belve. Il ragazzo (Kid), che non ha nome come era per il protagonista di un altro film su un “cavaliere solitario”, Driver di Walter Hill, vive in simbiosi con le macchine: le ripara di giorno, le guida sui set in cui fa lo stuntman e di notte lungo le strade che percorre in fuga, durante i colpi cui partecipa come autista. Avrà solo un momento di debolezza, per la bella e indifesa vicina di casa, col suo tenero bambino. Trascinato in un giro di gangster di inusitata ferocia da una serie di ineluttabili scelte sbagliate, percorrerà con coerenza il cammino verso una fine (forse) già nota.

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Di Giuliana Molteni   |   09 Settembre 2011

Siamo circa sette miliardi, aggrappati sulla crosta terrestre, ammassati in aree urbanizzate che chiamiamo megalopoli, ci spostiamo velocemente da un capo all’altro del pianeta, siamo promiscui, ci mescoliamo, ci respiriamo addosso, ci tocchiamo e tocchiamo cose che altri toccheranno: noi, convinti di essere la specie vivente più forte, mentre lo sono i virus. Condensando e aggiornando i numerosi film precedenti sul tema del contagio, con il mestiere acquisito in anni di produzioni indipendenti ma anche di blockbuster come la serie Ocean’s Eleven, Steven Soderbergh ci racconta una storia scritta da Scott. Z. Burns (The Bourne Ultimatum, The Informant).

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Di Paolo Zelati   |   01 Settembre 2011
 La Warner Bros ha diffuso oggi 13 nuove clip di Contagion, thriller diretto da Steven Soderbergh che verrà proiettato fra qualche giorno a Venezia. Durante il recente tour promozionale del film, Soderbergh ha confermato la sua intenzione di lasciare la regia e dedicarsi ad un'altra tra le sue passioni: la pittura. Se la cosa non dovesse funzionare, ha dichiarato Soderbergh, "tornerò a fare un'altro film nella saga di Ocean's". 

Contagion racconta dell'insorgere di un misterioso virus mortale che, in poco tempo, si diffonde in tutto il mondo creando uno scenario apocalittico. Il cast, di tutto rispetto, può contare su Matt Damon, Kate Winslet, Gwyneth Paltrow, Jude Law, Marion Cotillard, Lawrence Fishbourne, Bryan Cranston, Demitri Martin ed Elliott Gould.





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Di Paolo Zelati   |   22 Luglio 2011
 L'uscita nei cinema è prevista per il 16 settembre; intanto online è arrivato il trailer di Drive, il film che è risultato uno dei più apprezzati durante l'ultimo Festival di Cannes dove il regista, Nicolas Winding Refn (Pusher), ha vinto il premio per la Miglior Regia.

Il film ha come protagoista uno stunman di Hollywood (Ryan Gosling) che, dopo aver dato una mano al marito della sua bella vicina di casa (Carey Mulligan), si trova coinvolto, suo malgrado, in una vera e propria battaglia per la sopravvivenza. Nel cast anche Christina Hendricks, Bryan Cranston, Ron Perlman, Oscar Isaac, ed Albert Brooks

Le immagini (così come i commenti) sono promettenti. Drive potrebbe davvero essere il film dell'anno. 

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