Carnage Blu-ray: Recensione

Di   |   20 Giugno 2012
Carnage Blu-ray: Recensione

La fragilità del bon ton 
E' uscito su Blu-ray Medusa l'ultimo, interessante film di Roman Polanski, Carnage, tratto dalla commedia The God of Carnage di Yasmina Reza, vincitrice del Tony Award, interpretato da un quartetto di attori d'eccezione. L'immagine restituisce le vivaci tonalità cromatiche originali sempre con buon dettaglio e nitidezza. Audio centrato sui dialoghi (consigliamo ovviamente la versione originale in DTS HD 5.1, anche per gustare la recitazione originale, sempre più brillante, di un tale manipolo di interpreti). I canali posteriori e il sub sono impegnati assai di rado, per qualche effetto d'ambiente e per le (poche) musiche. Scarsi gli extra, troviamo solo le interviste ai quattro grandi attori, per una durata di circa 35 minuti.

Abbiamo assunto la posizione eretta da milioni di anni, siamo civilizzati, ben vestiti, profumati e incremati, abbiamo case eleganti e confortevoli e siamo dotati di ogni genere di gadget tecnologico. Eppure basta grattare appena il sottile strato di make up sociale e in un attimo ci trasformiamo in sanguinarie belve da caverna preistorica. Roman Polanski porta sullo schermo una storia di impianto teatrale, ambientata interamente in un paio di stanze, riuscendo a non annoiare mai nel minuetto di schermaglie che vede contrapposti quattro personaggi, due coppie diversamente benestanti, infelici, frustrate, ipocrite. Il figlio undicenne della coppia Waltz/ Winslet (avvocato/broker, alto-borghesi) ha spaccato i denti al coetaneo rampollo della coppia Foster/O' Reilly (casalinga pseudo-scrittrice/ commerciante di casalinghi, medio-borghesi) I quattro si incontrano in casa della vittima. Bisognerebbe solo discutere pacatamente la cosa, interrogandosi sulle cause, presentare le scuse e una proposta di risarcimento. L'ambiente è di confortevole eleganza, si intuisce l'assenza di problemi economici. Dopo qualche schermaglia di convenienza, le personali esasperazioni di ogni personaggio vengono a galla, dalla finta cortesia si passa alle battute, poi alle offese esplicite e infine quasi alla violenza fisica, scoperchiando il nido di serpi che è in realtà la vita dei protagonisti, per ciascuno diversamente. La sceneggiatura fa lievitare con plausibilità la tensione interna al gruppo, mentre si spostano in continuazione i confini, si ridisegnano volatili alleanze e mutano i termini degli accordi, perché alla fine sono tutti contro tutti. E lo spettatore sogghignerà mentre di volta in volta solidarizza con questo o quel personaggio, mentre da qualche metaforica scaramuccia in punta di fioretto si passa all'assalto al machete. Sarà la "peggiore giornata della vita" per ciascuno di loro. E i ragazzini? Alla fine non importa a nessuno....

Giudizio

  • Black comedy senza sangue
  • 7/10