Partisan Blu-ray: Recensione

Di   |   02 Maggio 2017
Partisan Blu-ray: Recensione

 Io ti proteggerò

Mai come nel caso di Partisan, ringraziamo l’home video di esistere. Esce infatti su Blu-ray Koch Media un bel film di due anni fa, uscito in sala in agosto e assai poco visto. Si tratta di un film che ci era piaciuto e di cui consigliamo il recupero. Nel BD l’immagine segue fedelmente le scelte della fotografia originale, dalle tonalità molto naturali, riproducendo sempre con nitidezza i dettagli sia dei primi piani sia dei più morbidi panorami esterni.


Ottimo l’audio, un bel DTS HD Master Audio sia in italiano sia in originale, che rende con potenza e precisione ambiente ed effetti, oltre alla bella colonna sonora di Daniel Lopatin, con dialoghi sempre nitidi. Come extra troviamo due interviste, una al regista australiano Ariel Kleiman (15’) e una al protagonista Vincent Cassel (9’). Gregori è un uomo solo, provato dalla vita, un sopravvissuto. Gregori è come un Cristo che vuole salvare la sua parte di umanità. Vuole un bambino e una famiglia, vuole tanti bambini e una famiglia sempre più grande, da crescere, proteggere, accudire, governata con fermezza, chiarezza, con dolcezza e amore ma con autorità indiscutibile. In una landa di totale desolazione, che vedremo a sprazzi, fa crescere il suo gruppo chiuso in una specie di accogliente fortezza, non harem ma rifugio allargato, dove tutto sembra lieto, affettuoso, creativo, tanti bimbi e tante donne, una specie di comune senza santone, una casa-famiglia con un fermo padre che non fa pesare di essere padrone. Ma Gregori addestra i bambini a uccidere come fosse un gioco e quando il più grande, Alexander, il “Primogenito”, arriva all’età giusta (12 anni) lo manda a eseguire degli omicidi. Perché Gregori usa i figli come killer e con le ricompense ricevute dai committenti fa andare avanti la sua comunità. Perché la salvezza ha un prezzo. Un giorno però l’equilibrio vacilla e il dubbio sulla fallibilità del Padre attecchisce drammaticamente nell’animo del ragazzino. Partisan, primo lungometraggio del giovane australiano Ariel Kleiman, scritto insieme alla compagna Sarah Cyngler, è un film notevole, che si può leggere come una metafora estrema ma toccante di ciò che il ruolo paterno vorrebbe essere, non riesce ad essere, e dell’impossibile protezione dai mali del mondo che un vero saggio patriarca vorrebbe attuare. E anche metafora più vasta del sogno di molti regimi autoritari, almeno nelle intenzioni, come in tante società di un nerissimo futuro post apocalittico in cui gli “anziani” decidono benevoli ma intransigenti su ogni comportamento delle nuove generazioni, forgiandole per affrontare il mondo che loro hanno conosciuto e non sono riusciti a cambiare. Missione impossibile perché ruolo deputato del figlio è ribellarsi al padre e prendere a sua volta il potere, ribaltando quelle regole che forse un giorno dovrà stancamente riconoscere come giuste, come inevitabili. Il film offre a Vincent Cassel un ruolo eccezionale, che l’attore riveste splendidamente, pieno di sfumature, di toccante intensità. Cassel porta il suo carisma in qualunque suo ruolo, che sia un womanizer di classe o un gangster spietato, un principe da fiaba o da horror, un cattivo maestro o il mafioso russo. Il personaggio di Gregori resterà nella memoria, per la minacciosa dolcezza, la commozione sincera, la convinzione totale nell’accudimento minuzioso del gruppo di cui si è fatto carico, teneri piccini e donne abusate, da sottrarre a un mondo peggiore di lui. Ottima anche l’ambientazione, gli interni di creativo, fascinoso degrado, gli esterni di estremo, desolato squallore. Il film è stato sono girato fra la Georgia e l’Australia, paese da cui ci sono arrivati film molto interessanti su nuovi disequilibri nei rapporti (dis)umani, dal tragico gangster-movie Animal Kingdom, al western La proposta, all’horror Babadook, alla fantascienza post apocalittica di The Rover. E ottime anche le musiche di Daniel Lopatin, che contribuiscono a trasmettere la tensione costante di cui il film è pervaso, perché a lungo non è chiaro se di follia si tratti e di che genere e se esploderà e quando, oppure se l’uomo ha ragione e non c’è altra via di scampo al mondo di fuori. Impossibile sarà però portare a termine l’estrema promessa, l’intenzione suprema “I'll protect you from the hooded claw, keep the vampires from your door”. Quale padre non l’ha mai pensato?

 

Giudizio

  • E tutto il resto, fuori
  • 9/10