Pay the Ghost DVD: Recensione

Di   |   06 Marzo 2017
Pay the Ghost DVD: Recensione

 I celti a New York?

Chissà se la sconcertante infilata di pessimi (o semplicemente brutti, dimenticabili) film degli ultimi anni è tutta responsabilità del sempre da noi amato Nicola Cage. O se proprio di film buoni gliene propongono uno ogni morte di papa (magari anche solo una piccola partecipazione come in Snowden, dove si vede che non ha dimenticato il suo mestiere). Ma è indubbio che l’horror gli piace, che sia venato di presagi apocalittici o che si tratti di spiriti malvagi vecchio stile.


Diciamo questo perché anche Pay the Ghost, del 2015, che esce adesso su DVD, rientra nel gruppo dei film dimenticabili, pur se realizzati con convinzione. Il film è diretto da un nome noto, Uli Edel, lontana la gloria (1981) di Christiane F. – Noi i ragazzi dello zoo di Berlino, poi Ultima fermata a Brooklin, un po’ di serie tv, qualche film di routine e in mezzo anche La banda Bader Meinhof. Ma se a monte c’è una storia tratta dal libro di tale Tim Lebbon e sceneggiata da Dan Key (poche cose all’attivo), c’è poco da fare. Siamo a New York, Cage è un professore di letteratura innamorato del proprio lavoro, fa lezione a Halloween parlando agli studenti di Poe, Lovecraft e del Re degli ontani di Goethe. Per questo arriva a casa troppo tardi per fare “dolcetto scherzetto” e per ammenda accetta di portare il suo amato piccino alla parata di Carnevale. Dove ovviamente il bambino sparisce misteriosamente in un nanosecondo. Un anno dopo, abbandonato dalla moglie, devastato dai sensi di colpa, tormentato da incubi, il pover’uomo trascina una dolorosa esistenza. Mentre insoliti avvoltoi planano come gallinacci sulla città, matura l’idea che il piccino sia stato rapito da qualche entità malefica, ma chiaramente fatica a convincere di questo la Polizia e l’ex moglie. Come in Amabili resti, il padre “avverte” il richiamo d’aiuto del figlio dall’aldilà (la comunicazione come in Poltergeist avviene attraverso apparecchiature varie, iPad e videocamera). O non sarà una specie di terra di mezzo? Cage che è anche convincente quando fa il padre disperato, si impegna inutilmente in una storia che si adegua pedissequamente a ogni passaggio obbligato di questo genere di film, tirando in ballo antichi riti celtici, il che offre pretesto per fumose spiegazioni di antichi folclori, con streghe, vendette secolari, riti pagani e superstizioni varie. La mamma è affidata a Sarah Wayne Callies, donna abituata a soffrire nelle serie tv come Prison Break, The Walking Dead, Colony. Segnaliamo che sotto il trucco di un inquietante (si fa per dire) cieco c’è Stephen McHattie, faccia nota di infiniti B Movie e di molte serie, le ultime The Strain, Haven. Con un po’ di “contenimento”, evitando un paio di risibili passaggi, si sarebbe potuto raggiungere un migliore risultato. Forse. Il film esce su DVD Universal/Barter, un’edizione media quanto a video e audio, l’immagine è di discreta definizione e l’audio in DD 5.1 offre una buona resa di ambiente ed effetti, assenti gli extra.

 

Giudizio

  • Il solito Cage
  • 5/10