No – I giorni dell’arcobaleno DVD: Recensione

Di   |   14 Ottobre 2013
No – I giorni dell’arcobaleno DVD: Recensione

C'è chi dice No
Da recuperare assolutamente per chi l'avesse perso al cinema, esce su DVD Cecchi Gori No – I giorni dell'arcobaleno, terzo capitolo della trilogia dedicata da Pablo Larrain alla dittatura cilena, con approccio del tutto differente ai due precedenti capitoli, i cupissimi Tony Manero e Post mortem. L'immagine del DVD si adegua alle scelte della fotografia originale, con il formato in 4/3 e in bassa definizione, volute dal regista per amalgamare alla perfezione la fiction a tutto l'autentico materiale di repertorio, gli spot e le immagini delle manifestazioni e dei disordini.


Quindi definizione e pulizia necessariamente non sono eccelse. L'audio è in DD 5.1, sempre brillante e ben distribuito su tutti i diffusori, con buona resa di ambiente, effetti e musiche, con i dialoghi ben centrati. Peccato davvero per l'assenza degli extra, che pensiamo sia dovuta a necessità di budget, perché di argomenti ce ne sarebbero stati tanti. Si racconta la storia vera di Reneé Saavedra, pubblicitario rientrato da pochi anni in un Cile che sta cercando di andare avanti dimenticando gli orrori del recente passato. Ma nel 1988, dopo 15 anni di dittatura spietata seguita al colpo di Stato contro Allende e al suo assassinio, Pinochet è costretto dalle pressioni internazionali a indire un referendum. La "gente" si sa ha la memoria corta, tranne quelli direttamente colpiti da un lutto personale, come le famiglie dei desaparecidos. Gli altri sono intenti solo a mandare avanti la baracca. Per la campagna pubblicitaria dell'opposizione, quella del No, viene chiamato Reneé che prende l'incarico in modo del tutto asettico e professionale, come si trattasse di reclamizzare il miglior microonde. Il Palazzo dal par suo all'inizio prende la cosa sotto gamba, certo che l'opinione pubblica, tranquillizzata da un blando benessere, abbia già scelto per il Sì. Con l'avvicinarsi dell'appuntamento referendario l'atmosfera si inasprisce e iniziano le prime minacce, le ben note aggressioni (il lupo non perde mai il vizio). Perché Pinochet e i suoi si rendono conto che pur dall'alto del loro potere censorio/intimidatorio stanno per uscire sconfitti e, sotto l'occhio degli osservatori stranieri, questa volta non ci sono scuse né per una reazione autoritaria né per brogli elettorali. Gael García Bernal attraversa il film con il suo sorriso gentile e lo sguardo limpido, antieroe per eccellenza che compie nel frattempo anche un suo percorso di formazione come uomo, come padre, come lavoratore, come cittadino. Pablo Larrain si conferma come il più interessante regista sudamericano del momento, per essere riuscito a raccontare la tragedia del Cile sempre con un'ottica diversa dal solito. No è uno splendido esempio di un genere insolito, un film appassionante come un thriller, teso come un dramma politico, toccante come una commedia sentimentale, mentre parla di un argomento che sulla carta sembrerebbe noiosissimo anche per un episodio di Mad Men, una campagna pubblicitaria per un referendum pro o contro un vecchio dittatore. Potete leggere qui la nostra recensione completa di No, i giorni dell'arcobaleno del 08/05/2013

Giudizio

  • No mas
  • 9/10