Di Giuliana Molteni   |   15 Aprile 2017

 Invertirsi può servire?

Fin dall’alba dei tempi profonde diversità rendono arduo il rapporto fra uomini e donne, differenze proprio strutturali, intrinseche nella specie. Scoglio che l’attrazione sessuale, l’innamoramento iniziale, illudono di poter superare quando il rapporto diventa prolungato, quando si fa famiglia. Speranza (illusione) che spesso si infrange nel logorio della convivenza, quando il ricordo dei bei tempi non riesce a compensare la negatività sopraggiunta.

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Di Giuliana Molteni   |   16 Marzo 2011
 Immaginate una “signora bene” stile Daniela Santanché (paragone inevitabile dato che è interpretata da Paola Cortellesi), un’arricchita antipatica e classista, che si ritrova improvvisamente sul lastrico. Marito defunto all’improvviso, nessuna famiglia alle spalle, solo debiti, ipoteche, pignoramenti, patteggiamenti già esauriti, tutti gli “amici” volatilizzati, ufficiali giudiziari e finanzieri alla porta. Non resta che ripiegare su una sistemazione d’emergenza, grazie all’intervento pietoso di un cameriere pakistano da lei in precedenza pure maltrattato. Messi via abiti e tacchi firmati, ogni possedimento radunato in un paio di valigie, Alice insieme al mite figlioletto ripara in una baracchetta all’ultimo piano di un palazzone popolare in zona Quarticciolo (Roma). Ovviamente l’inserimento è traumatico, anche perché la “signora” non passa inosservata. Ma il popolino del quartiere si attiva generosamente per darle una mano. Tutti tranne l’austero Giulio (Raoul Bova), che gestisce con spirito di evangelica ma poco redditizia fratellanza un internet point, con conseguenti problemi finanziari. Niente in confronto a quelli di Alice, che deve far saltare fuori in fretta una grossa cifra, pena l’arresto immediato e l’allontanamento del figlioletto. Dato che ogni onesto lavoro cercato offre compensi irrisori, non resa che ricorrere al mestiere più vecchio del mondo. Grazie alle sue frequentazioni precedenti, Alice entra in contatto con la bella escort Eva (Anna Foglietta), per riuscire ad acquisire professionalità (è sexy quanto un manico di scopa) ed entrare nei giri più lucrosi. Comincia così a “frequentare”, all’inizio goffamente, il noto mondo di politici, sportivi, imprenditori e liberi professionisti tutti molto danarosi. Intanto però, i nuovi rapporti sociali con i “poveri ma belli” del quartiere diventano sempre più coinvolgenti, così come coinvolgente si rivela il bel Giulio, che sotto tanta ruvidezza nasconde davvero un cuore d’oro. Dopo varie traversie virate al comico/grottesco e qualche parentesi più sentimentale, la vicenda si avvierà verso la conclusione.
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