La pretesa della perfezione
Irene (Margherita Buy) è una bella quarantenne molto casual-chic, che fa un mestiere invidiabile: "l'ospite a sorpresa", cioè quel temuto personaggio che in incognito testa gli hotel di super-lusso, per valutare se sono all'altezza degli altissimi standard della categoria. Questo lavoro però le ha impedito di farsi una famiglia (oppure lei lo ha scelto proprio per questo), sempre con la valigia pronta, in giro per gli aeroporti, di nazione in nazione, di continente in continente. Come unici punti di riferimento, non troppo impegnativi però, ha un amorevole ex, Andrea (Stefano Accorsi), pronto a farle da sponda nei suoi andirivieni, e la sorella, infelicemente sposata con un marito che la trascura, con due adorabili nipotine che adorano questa vivace e anticonformista zietta.
Gli opposti si toccano
Titolo furbetto, questo dell'ultimo film di Marco Ponti, Passione sinistra, che potrebbe ingannare uno spettatore distratto, facendogli supporre chissà quali intriganti rapporti fra personaggi borderline. Ci resterebbe malissimo, perché poi si troverebbe di fronte all'ennesima variazione sul tema della commediola sentimentale, quella dell'amore "litigarello". Specie di buddy movie a modo loro, queste commedie mettono in scena due personaggi che cominciano a litigare appena si incontrano e per un po' continuano sulla stessa riga, mentre lo spettatore ha capito benissimo che velocemente cadranno una nelle braccia dell'altro, scambiando un po' di sana attrazione sessuale per eterno amore. Infatti un conto è farsi un'avventura con uno del tutto opposto a noi, un altro è eleggerlo a compagno della vita e condividere per sempre le pesanti diversità che naturalmente ciascuno mantiene.
La verità vera e la verità narrata
Michele è uno che mira all'impatto zero. Ecologista convinto, per lavarsi usa acqua piovana, produce la poca energia elettrica che consuma pedalando su una cyclette, non usa automobili. Raccatta anche le cartacce che trova e le odiate cicche di sigaretta. Vive a Siena, per lui la città ideale, dopo essere emigrato dalla natia Palermo. E' un architetto rispettato dai clienti, malvisto dai colleghi, in genere incompreso. Perché il limite del giovane uomo sta nella comunicazione. Troppo sincero e diretto, troppo convinto che dire sempre la verità sia la soluzione migliore. Questa tendenza del gentile anche se leggermente eccentrico personaggio, lo porta in una situazione suscettibile di pesanti conseguenze. In una notte buia e tempestosa si trova coinvolto nell'investimento di un noto professionista della città. Michele è del tutto innocente, ma chiama lui i soccorsi, restando così impigliato nelle maglie della "giustizia".
Mamma! li turchi!
Renzo Martinelli, regista fortemente schierato in politica, è convinto che il cristianesimo sia a rischio estinzione (non è l'unico in effetti, in Europa chiudono le chiese e aprono sempre più moschee). Per divulgare la sua tesi ha girato un film su un altro drammatico 11 settembre, quello del 1683 (discutibile la sottolineatura di un legame ideale con l'11 settembre delle Twin Towers a puro uso di marketing, dissentiamo), data fatale che ha visto la sconfitta dell'Impero ottomano dopo due mesi di assedio a Vienna, nonostante la loro palese superiorità numerica (140.000 infedeli contro circa 80.000 cristiani). La vittoria fu determinata dall'intervento in extremis del lungimirante re polacco Sobieski, mentre Leopoldo I, Imperatore d'Austria era riparato a Passavia per coordinare l'attività diplomatica indispensabile alle alleanze.
Se partire è rivivere
Conosciamo la giovane Augusta mentre percorre il Rio delle Amazzoni insieme a una missionaria. Augusta è alla guida del battello con il quale toccano vari insediamenti di indios portando generi di conforto, cure mediche, consigli e dottrina religiosa, in mezzo a miseria, sporcizia e degrado inimmaginabili, a inquinare una natura di primordiale vastità e bellezza. Ma la fede che sorregge la suora in questa immane fatica non sostiene più la giovane donna, ferita da un lutto incolmabile, in fuga dal gelo climatico e affettivo di una Trento di opprimente cupezza, nella quale ha lasciato madre e nonna. Augusta tenta allora la strada della solidarietà in una baraccopoli di Manaus, impiantando una piccola attività per aiutare i locali. Frustrata però anche questa volta, sceglie di partire da sola lungo il grande fiume, per un'immersione in una natura primitiva che la potrebbe, forse, aiutare a comprendere la ragione di tutto, per arrivare all'elaborazione e all'accettazione.
L'immaginazione al potere!
Giuseppe Garibaldi, un pover'uomo divorziato con un figlio scapestrato, bibliotecario precario in un paesino del Piemonte, svolge il suo lavoro con dedizione e con incredibile ottimismo, nonostante i tagli imposti alla struttura dalla Regione, cercando come può di infondere l'amore per i libri e per la cultura ai suoi utenti, valligiani incolti e spesso anche maleducati. Pescatore di trote poco abile ma appassionato, Peppino a causa di un incredibile errore del Parlamento italiano, è eletto Presidente della Repubblica. Giunti direttamente con le loro belle auto blu in mezzo ai monti, dove vive il nostro sprovveduto neo Presidente, tutti e tre i rappresentanti dei principali gruppi partitici, preoccupati di perdere i loro privilegi, cercano di convincerlo a dimettersi dalla carica istituzionale subito dopo la nomina ufficiale.
Fuga dal potere
A guardare le vite di certi personaggi, sembra che la politica sia una cosa da pazzi. Quindi forse solo un matto vero potrebbe essere il politico perfetto. L'Onorevole Enrico Oliveri è il presidente del più grande partito d'opposizione, dal quale tutti si attendono il rilancio del paese (letto in generale come di sinistra, ma sull'appartenenza politica l'autore resta accuratamente vago ed equidistante). L'uomo, a picco nei sondaggi, è esaurito e demotivato per una sua profonda crisi esistenziale. All'improvviso si dilegua, lasciando lo sgomento assistente Andrea (Valerio Mastandrea) da solo a fronteggiare il partito, la stampa, l'opinione pubblica. Mentre Oliveri se ne torna in Francia dai suoi antichi amori, la sua ex Danielle e l'ambiente del cinema, Andrea, prima che la notizia si diffonda, si inventa un azzardato rimedio: convince il fratello gemello di Oliveri, Giovanni, a sostituire lo scomparso nel suo ruolo pubblico. Tutto bene se non fosse che Giovanni è un "matto" come si diceva un tempo, oggi definito come "afflitto da disturbo bipolare", una vita dentro e fuori dalle cliniche psichiatriche.
Ridere per non piangere?
Se un film scritto più di un anno e mezzo fa è di massima attualità oggi, tanto da poter essere definito "il film di Natale" per la sua risposta a quanto sta accadendo nel nostro paese in questi giorni, dovrebbe dare da pensare. Ricordiamo che già il precedente Qualunquemente mentre veniva girato era in continuazione superato dalla realtà (correva l'anno 2011). I protagonisti di questa nuova commedia, o film di fantascienza, o horror che dir si voglia, sono due personaggi notissimi nel bestiario di Antonio Albanese, Cetto e Frengo, e uno nuovo, il terribile razzista venexiàn Rodolfo Favaretto, di asburgiche nostalgie, una vera fissa per le "bretelle" autostradali. Rodolfo fa lo scafista in laguna, trasportando clandestini "colorati" ai campi di addestramento para-militare, in preparazione di una prossima scissione dall'Italia. Frengo è sempre il solito assertore di libero amore in libero fumo, ben deciso a diventare "beato" in vita, scalando le gerarchie cattoliche.
Fuori dalle regole
Una volta si chiamavano alternativi oggi forse antagonisti, anche se non sempre sono persone che si oppongono con violenza all'autorità costituita, spesso cercano solo uno spazio a loro misura nelle pieghe del sistema. Cosimo, italiano, e Nicole, francese, si incontrano durante gli scontri al G8 di Genova e non si lasciano più. Dopo aver vagabondato per la Francia, finiscono a lavorare proprio in quella città per Paolo, un impresario di musica "indipendente", che però fa anche lui ricorso a tecniche "capitalistiche" da caporalato, padre padrone dei suoi collaboratori. Cosimo e Nicole passano un buon momento, si fermano, lui impara un mestiere interessante, trovano una specie di casa per loro, le cose sembrano andar bene. Ma un incidente in cui incorre un immigrato clandestino nel cantiere di Paolo scompagina tutte le carte, mettendo tutti davanti al proprio limite.
Attenti ai lupi
I due fratelli Cosimo (Valerio Mastandrea) ed Elia (Elio Germano), piccoli imprenditori edili, arrivano col loro furgone di bioedilizia per rifare la pavimentazione sul terrazzo della bella villa del famoso cantante Fausto Mieli, immersa negli splendidi boschi dell'Appennino tosco-emiliano, sua zona natale. Mieli è fuori dai giri che contano da parecchio ed è preso dall'organizzazione di un evento che potrebbe forse rilanciarlo, circoscritto però a quella zona. Incombe fin dall'inizio un presagio funesto, nei boschi i bracconieri hanno ammazzato un lupo, specie protetta, e questo "delitto" sembra innescare un effetto domino che progressivamente coinvolgerà tutti i personaggi, I fratelli romani sono come due corpi estranei in un tessuto già malato, in immediata frizione con i paesani, apertamente ostili, dichiaratamente minacciosi, fino alla prevedibile esplosione finale, determinata da una serie di eventi irrazionali.


