Di Paolo Zelati   |   09 Settembre 2012

Walt Disney non abita più qui

 

Meno male che c'è Marco Bellocchio. E non solo perché il suo cinema ci è sempre piaciuto, non perché gli autori con la A maiuscola, ormai, si contando sulle dita di una mano (anche se i soliti noti continuano a parlare di un "cinema italiano fiorente più che mai"...) e non perché La bella addormentata è un film necessario, ma soprattutto perché solo lui poteva raccontare uno dei momenti più vergognosi della storia italiana recente (beh, certo, c'è l'imbarazzo della scelta...) con il giusto equilibrio e la giusta distanza ma anche senza perdere di vista un attimo l'obiettivo. E come si fa a raccontare in modo equilibrato la vicenda di un uomo che, dopo 17 anni di strazio e totale dedizione, decide di liberare la figlia che ama più di ogni altra cosa al mondo e, per questo, viene chiamato "assassino", oppure "padre assente ed egoista" ( chi vuole rinfrescarsi la memoria, e farsi venire un'ulcera, clicchi qui) dai consueti crociati della moralità altrui? La Bella Addormentata ci insegna che è possibile.

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Di MovieSushi.it   |   27 Ottobre 2009

Non è stato scelto dall'Italia per la corsa all'Oscar come Miglior Film Straniero, per il quale invece gareggerà Baaria di Giuseppe Tornatore, ma intanto Vincere di Marco Bellocchio si sta prendendo le sue piccole rivincite. D'altronde con un titolo così...

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Di MovieSushi.it   |   07 Settembre 2009

Colpisce molto questo Negli occhi, documentario sulla vita di Vittorio Mezzogiorno, venuto a mancare a causa di un infarto il 7 gennaio 1994. Colpisce come un cazzotto, se si volesse fare una battuta poco felice. Ma è vero. Negli occhi, diretto a quattro mani da Daniele Anzellotti e Francesco Del Grosso, commuove ed emoziona. Va al punto. Arriva al cuore.

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Di MovieSushi.it   |   28 Giugno 2009

Così il regista di Vincere, nel ritirare ieri sera il prestigioso premio alla 45a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema: “I Nastri d’Argento? Ipocritamente, potrei dire, meglio essere qui al festival di Pesaro!

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Di MovieSushi.it   |   11 Giugno 2009

Vincere, il nuovo film di Marco Bellocchio, continua a scatenare polemiche di natura politica. Una conseguenza abbastanza normale, in un paese in cui i conti con la memoria storica non sono ancora stati fatti.

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Di MovieSushi.it   |   25 Maggio 2009
Siamo alle solite.
Ogni volta che una pellicola italiana non riesce a trionfare in un importante festival internazionale, lo sciovinismo della critica cinematografica del Belpaese emerge in tutto il suo splendore.

Grandi polemiche e indignazione ai massimi livelli, quindi, per la sconfitta dell'ultima opera di Marco Bellocchio, Vincere, al Festival di Cannes.
Tanto da arrivare ad interpellare la stessa giurata italiana, Asia Argento, sul perchè di tale decisione. Decisamente infastidita, l'attrice, dal momento che i giurati di Cannes sono obbligati a non rivelare il «dietro le quinte» delle procedure di voto, ha rilasciato soltanto la seguente dichiarazione: "Avete visto il palmarès e la nostra decisione. Non ho altro da dire. Di Vincere di Marco Bellocchio in giuria ne abbiamo parlato una volta e anche bene. Tutto qui".

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Di MovieSushi.it   |   24 Maggio 2009

Incontriamo Marco Bellocchio nel suo studio romano, appena tornato dall’esperienza di Cannes. Nel suo sguardo si scorge la soddisfazione di aver fatto un ottimo lavoro (molto apprezzato dalla stampa straniera), anche se sembra non curarsi molto della bagarre festivaliera, immerso in quella che sembra una giornata qualunque. Non lo è, perché Vincere, il suo film sulla storia segreta tra Benito Mussolini e Ida Dalser, ha fatto parlare di sé. E le richieste di incontri e interviste continuano. Il suo film offre innumerevoli spunti di confronto con la realtà odierna. Ma si presta anche a molte riflessioni sul cinema. È un film dalle immagini forti, Vincere, ed è lo spunto per parlare del rapporto tra immagini e parole nel suo cinema.

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Di MovieSushi.it   |   20 Maggio 2009
Ida Dalser è una donna innamorata.
Come ogni grande amore, anche il suo è irrazionale, incondizionato e cieco. Sacrifica tutto per consentire all'amato di realizzare le sue gloriose aspirazioni, senza accorgersi che proprio l'uomo da lei adorato la sta emarginando, allontana lei ed il figlio nato dalla loro relazione, sostituendoli con una nuova famiglia.
Il nome di quest'uomo è, ovviamente, Benito Mussolini e, in virtù di questo elemento, quello che poteva sembrare un puro melodramma si trasforma in qualcosa di diverso, dalle molte, stratificate facce e dagli ancor più numerosi piani di lettura.

La sorte di Ida Dalser (un'intensa Giovanna Mezzogiorno, a suo agio nel sottolineare la tenacia, l'ardore e, alla fine, l'isteria del suo personaggio), rinchiusa in un manicomio senza alcun motivo e privata, al pari di suo figlio Benito Albino, della sua esistenza, è un chiaro esempio della corruzione morale ("L'Italia va rivoluzionata andando oltre la morale" dice Mussolini all'inizio del film) che si accompagna, sembrerebbe in modo inevitabile, al Potere.
Il Mussolini interpretato da Filippo Timi (eccezionale proprio perchè non caricaturale) è un uomo impetuoso, carismatico ma anche ossessionato da una volontà di potenza e da «futuristi» sogni di gloria che guidano il suo sguardo ben oltre l'amore di quella donna bella, complice ma invadente. Non a caso, finirà col preferirle Rachele Guidi, perfetta donna fascista, che sa stare al suo posto.

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Di MovieSushi.it   |   18 Maggio 2009

Diciamoci la verità, a prescindere che uno sia comunista o no, bisogna pur dare il merito a Che Guevara di aver razionalmente considerato perlomeno due eventualità nella sua estrema missione rivoluzionaria: O Vittoria o Morte, era infatti il suo slogan. Della “Morte” non voleva invece proprio neanche sentir parlare Benito Mussolini. Si poteva essere, soleva lui dire, giusto suoi "amanti", ma non di più. Altre ipotesi non erano da contemplare.  “Vincere e vinceremo!” andava allora urlando.

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Di MovieSushi.it   |   23 Aprile 2009

Speriamo che Vincere, oltre che essere il titolo del nuovo film di Marco Bellocchio, sia anche un augurio per il nostro cinema.

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