Di Giuliana Molteni   |   17 Marzo 2017

 La coerenza innanzi tutto

Torna il killer più letale, l’assassino temuto da tutti gli assassini, l’hitman che non sbaglia bersaglio, insomma il boogeyman dei criminali, di cui forse avrebbe paura anche il vero boogeyman: John Wick. Che era però riuscito a “ritirarsi” per amore, per crudele destino il suo sogno di felicità si era infranto, per puro caso si era ritrovato in mezzo ai “cattivi” e per vedetta pura aveva dovuto riaffacciarsi a quell’ambiente che gli era stato concesso di abbandonare.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   11 Marzo 2017

La vita  come  sofferenza

Siamo negli anni '20, in una sperduta cittadina sulla cosa sud-ovest dell'Australia arriva Tom, reduce dalla Prima Grande Guerra, anni a sopravvivere nelle trincee, a vedere morire tutti atrocemente intorno a lui. Tom è un uomo segnato, che non crede più nell'umanità intesa come insieme dei suoi simili e come sentimento, cerca solo un lavoro e accetta quello di guardiano del lontano faro, nell'isoletta di Janus Rock che solo una volta all'anno è raggiunta dalla barca per le provviste, luogo per lui ideale per isolarsi definitivamente.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   02 Febbraio 2017

 Io ti proteggerò

Desmond Doss è esistito per davvero, è morto anche di recente, 10 anni da, dopo una vita lunga e felice. Perché è degno che su di lui si faccia un film? Perché è stato non solo il primo obiettore di coscienza americano, ma ha meritato una medaglia al valore, massima onorificenza, durante la Seconda Guerra Mondiale sul campo di Okinawa, davanti all’equivalente di una delle tante Hamburger Hill della storia, una parete a strapiombo da scalare prima di trovarsi faccia a faccia col nemico.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   19 Gennaio 2017

 La verità vi prego sulla vita

Quanto ci interroghiamo noi umani, sul senso della vita, sul perché di tutta questa complicata e faticosa faccenda, e sulla sua fine soprattutto, che tanto ci angustia. Pensiamo di essere i soli a preoccuparcene, unici e speciali fra tutte le creature viventi della Terra. E invece, cosa ne sappiamo. Dovremmo prendere esempio dai cani, i meravigliosi compagni per tanti di noi, che per ovvi motivi non possono starci accanto per sempre.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   22 Dicembre 2016

 La ricerca del tempo perduto

Lion è un film che racconta una storia vista molte volte, quello che la distingue dalle altre è che sia realmente avvenuta. Perché di vite partite male, nella miseria estrema e con il rischio dell’abuso, è purtroppo pieno il mondo, e non solo il cosiddetto Terzo. Quello che tendiamo a contemplare con scetticismo è la sopravvivenza a tutto questo e il comunemente definito “happy end”.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   17 Novembre 2016

 

Meccanismi infernali

Dopo Jack Reacher, torna sugli schermi un altro eroe solitario, ancora più politicamente scorretto però, perché non ex militare e in fondo patriota, ma semplice ex killer a pagamento. Ma come ben sappiamo, potrà mai essere pacifico il retirement di uno hitman? Mechanic Resurrection, diretto da Dennis Gansel (regista tedesco portato alla ribalta dall’interessante L’onda del 2008) è il sequel del film del 2011, in Italia distribuito come Professione assassino, in originale The Mechanic, che a sua volta era remake del film del 1972, che vedeva come protagonista un Charles Bronson granitico e poco loquace quanto l’attuale Jason Statham.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   10 Novembre 2016

 Stay Simple

Un genio, per definizione, è una persona dotata di ingegno superiore. Ma il genio può essere anche un essere immaginario con la capacità di influenzare eventi della vita, una specie di spirito superiore, buono o cattivo, che guida gli esseri umani. Il film Genius ha due protagonisti e queste due diverse definizioni si possono attribuire a entrambi e non solo ad uno di essi, come si potrebbe superficialmente pensare. A New York sulla fine degli ancora ruggenti anni ’20, in mezzo a grandi differenze di classe e prossimi alla Grande Depressione, il celeberrimo editor della Scribner’s Son era un personaggio molto particolare.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   24 Ottobre 2016

 Il bravo selvaggio

Esce su DVD Eagle il film del 2015 L’uomo che vide l’infinito, storia del genio matematico Srinivas Ramanujan, sconosciuta ai più. Fra tutte le categorie dei personaggi geniali in vari settori, sembra che quelli più sofferenti e in difficoltà nei rapporti umani siano i matematici. Categoria che anche allo spettatore medio sembra avvolta di magia, perché discettano di cose di cui la maggior parte di noi non capisce assolutamente nulla, perdendosi un poco la grandezza del personaggio e dei tormenti cui assiste.

Postato in Homevideo
Di Giuliana Molteni   |   21 Ottobre 2016

 I sogni muoiono all’alba

Seymour Levov (Ewan McGregor) ha vissuto nel Sogno americano. Detto lo “Svedese” ai tempi del college, era un eroe sportivo per la sua scuola e come da repertorio ha sposato la reginetta del reame, della scuola, dello stato, la splendida Dawn (Jennifer Connelly). Di ricca e laboriosa famiglia, Seymour è subentrato con successo al padre nella conduzione della fabbrica di guanti. Siamo negli anni 50/60, gli anni della felicità, dell’espansione del dopoguerra e del boom economico, che però si sono presto rattrappiti nella contestazione, nella guerra del Vietnam, nella caduta di molti ideali.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   06 Ottobre 2016

 

I tanti clic della vita

Per chi seguisse con attenzione il calendario delle uscite cinematografiche, chiariamo subito che Mine, scritto e diretto da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, non ha nulla in comune (tranne lo spunto narrativo ma lo svolgimento poi è diverso) con il film francese Passo falso, uscito lo scorso giugno. E nemmeno è da confondere con Lan of Mine, il film sul tragico sminamento delle spiagge danesi dopo la fine della guerra. Ma la mina, arma di distruzione fra le più dannose e subdole, non smette di esercitare attrazione, anche per la natura del suo meccanismo, che apre la porta a molte metafore. A livello produttivo, la storia dei due italianissimi autori-registi è interessante e tutta la genesi e lo sviluppo del progetto sono degni di nota e assai virtuose tutte le meccaniche messe in atto per trovare il determinante appoggio di Peter Safran, noto produttore di un sacco di film famosi, fra cui Buried, The Conjuring 2, altri horror e vari film-parodia del genere Scary Movies. Mine racconta del soldato Mike (Armie Hammer) e del suo “viaggio di formazione” da fermo, sopra una mina che ha inavvertitamente schiacciato mentre rientrava da una missione nel deserto dell’Afghanistan insieme all’amico Tommy, che invece una mina ha fatto saltare per aria. Mike è bloccato in piedi, per poi piegarsi in ginocchio sopra il congegno, i soccorsi arriveranno in tempi biblici (una sessatina di ore), come farà a resistere in quella situazione? Mentre le ore passano, l’acqua manca, le comunicazioni latitano, un solo fuggevole incontro vivacizza l’angosciosa attesa di Mike, quello con un berbero (un mix fra un buffone e un saggio “grillo parlante”), che mentre gli fornisce qualche goccia d’acqua gli somministra altre perle di saggezza. La lunghissima, estenuante attesa è scandita dai pensieri di Mike, prima lucidi ricordi poi, mano a mano che la stanchezza e la disperazione avanzano, incubi. Che ci permettono di apprendere la storia del giovane uomo e quello che lo ha portato esattamente dove il destino ha deciso. Perché anche questa è una delle valenze della vicenda, una metafora dei tanti passi compiuti da Mike in tutta la sua infelice vita, sempre preda dei suoi fantasmi, incapace di una scelta oculata. Che adesso è obbligato a compiere. Se il destino ha deciso di lasciargli la possibilità di emendarsi e ripartire, lo sapremo solo alla fine della storia.  Mine è un film di guerra cui la nostra cinematografia non è abituata, confezionato in modo formalmente ineccepibile, così da sembrare veramente (senza offendere nessuno) un film straniero, sensazione accentuata dal cast, che vede il Bell’Armie Hammer nel ruolo di Mike, mentre la sua amata lontana è Annabelle Wallis e l’amico è Tim Cullen (il bel film Weekend, le serie Downton Abbey, The Five). Nel complesso Mine è un ottimo esempio di quello che si potrebbe fare in Italia se si proseguisse per la strada del cosiddetto “film di genere”, riducendo un poco la quantità delle commedie pseudo “brillanti” o pseudo “pensose” da cui siamo afflitti e, generalmente, annoiati. 

 

 

 

Postato in Cinema
Pagina 1 di 36