Di Giuliana Molteni   |   11 Marzo 2017

La vita  come  sofferenza

Siamo negli anni '20, in una sperduta cittadina sulla cosa sud-ovest dell'Australia arriva Tom, reduce dalla Prima Grande Guerra, anni a sopravvivere nelle trincee, a vedere morire tutti atrocemente intorno a lui. Tom è un uomo segnato, che non crede più nell'umanità intesa come insieme dei suoi simili e come sentimento, cerca solo un lavoro e accetta quello di guardiano del lontano faro, nell'isoletta di Janus Rock che solo una volta all'anno è raggiunta dalla barca per le provviste, luogo per lui ideale per isolarsi definitivamente.

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Di Giuliana Molteni   |   04 Aprile 2013

Padri e figli
È solo una recente paternità ad accomunare i due protagonisti del secondo film di Derek Cianfrance, dopo l'intenso Blue Valentine, e i loro destini si incrociano solo in un fatidico attimo che determina tutto il loro futuro, ben oltre loro stessi. Gosling è Handsome Luke, Luke il bello, uno che si esibisce con la sua moto nelle solite miserabili fiere itineranti, specialista nei giri nel "globo della morte", uno che l'innocenza non l'ha mai avuta, non se l'è mai potuta permettere. Apprende all'improvviso di essere diventato padre da una sua avventura di una notte e, nel vuoto devastante della sua solitudine, decide che finalmente quella sarà la famiglia che non sapeva di desiderare tanto. Per provvedere ai suoi affetti, si mette a rapinare banche. Cooper è Avery, un giovane ambizioso poliziotto, di buona famiglia, deciso a fare la differenza con il suo mestiere. Lui la sua famiglia sarebbe in grado di accudirla benissimo ma è preso da altre cure, soprattutto quando sarà costretto a perdere la sua "innocenza". Le cose andranno ben diversamente per entrambi, quando nell'anonima cittadina di Senechtady il destino li fa incrociare. Quindici anni più tardi a incrociarsi sono i destini dei rispettivi figli: Jason, figlio di Luke, cresciuto amorevolmente dalla madre e da un padre adottivo, ugualmente, geneticamente vulnerabile e solitario, tipico ragazzo "diseducato", ricco e viziato quello di Avery.

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Di Giuliana Molteni   |   13 Febbraio 2013

Scene di un matrimonio
"Quando finisce un amore, così com'è finito il mio, senza una ragione né un motivo, senza niente...." (Cocciante). Quando l'amore si esaurisce, può finire fra liti, urla, botte, magari dopo un tradimento, si può spegnere soffocato dalla quotidianità, mentre impercettibilmente i due amanti si allontanano per strade diverse, rifiutando la necessità di un avvertimento, di un chiarimento. Lui e lei, ciascuno col proprio fardello sulle spalle, si sono amati tanto, against all odds, hanno fatto famiglia. Ma il tempo ha consumato (sassi che il mare ha consumato, sono le mie parole d'amore per te - Paoli) il loro rapporto, logorato dalla routine. Che per Dean va benissimo, un lavoro da imbianchino senza impegno e poi la sua famiglia, la moglie amatissima e l'adorabile bambina. Ma che non va più bene a Cindy, infermiera mirata verso un miglioramento sul lavoro, da cui conseguirebbe il cambiamento di una vita che ormai le sta stretta. Uno appagato di avere l'oggetto del suo amore, l'altra semplicemente non più, proiettata verso un altro futuro.

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