Di Giuliana Molteni   |   02 Settembre 2011
 Forse che i docenti scolastici devono essere tutti dei santi votati al miglioramento della società in cambio di poche briciole? Forse che sono tutti dei martiri? Una santa o una martire certo non è Elizabeth, scontentissima professoressa delle scuole medie, che cerca di spremere il massimo dal sistema in cambio del minimo, mentre è in cerca di facili scorciatoie, come accalappiare un marito ricco in grado di mantenerla e sostenere i suoi ritmi di shopping. Convinta a questo scopo di doversi rifare il seno, è costretta ad accettare un altro anno di incarico per raggranellare la somma necessaria. Nel frattempo, mentre arraffa soldi con tutti i più biechi sistemi, prende di mira l’insipido Scott (uno spiritoso Justin Timberlake), giovane supplente di ricca famiglia, che però finisce nelle mire anche di un’altra insegnante, la virtuosa Amy (l’ottima caratterista Lucy Punch), contraltare perfetto di Elizabeth, in quanto responsabile, irreprensibile, casta (e ipocrita). Anche questa insegnante infatti nasconde alcuni scheletri nel suo armadio. Presa dai suoi piani indegni, Elizabeth ignora ostinatamente le avances di un insegnante di educazione fisica spiantato e sovrappeso, pur se simpatico (Jason Segel), che è l’unico a capire di che pasta è fatta realmente la donna, nel bene e nel male. Nel suo sfrenato ma onesto egoismo, alla fine Elizabeth non sarà poi tanto peggiore di altri colleghi, così perbenino. A fare da coro alla tenzone, il gruppetto degli altri insegnanti, una massa di incapaci, tutti caratteriali, deboli e frustrati, compreso l’ingenuo Preside (chi segue le serie Glee o Community sa bene che si tratta di un mestiere molto difficile).
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