Di Giuliana Molteni   |   16 Marzo 2016

 

Il cadavere scomparso

Ma Gesù è davvero risorto dopo essere stato ammazzato sulla croce? Perché se non fosse risorto ne consegue che non era figlio di dio e quindi tutto il culto da lui derivato non sarebbe altro che una riuscitissima operazione di pr, come già ipotizzava Giuda in Jesus Christ Superstar (Did you know your messy death would be a record-breaker?). Questo interrogativo si trova ad affrontare il tribuno romano Clavio, militare integerrimo, pagano e materialista, anche se un po’ piegato dalle incessanti stragi cui ha dovuto partecipare nella sua vita di soldato.

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Di Giuliana Molteni   |   03 Marzo 2016

 

Non è mai stato facile

Sarebbe bene ogni tanto ricordarsi che ogni diritto conquistato e dato ormai per scontato è costato lotte, sacrifici, talvolta sangue, e dolori e lacerazioni nelle vite di chi si è esposto per lottare per rivendicazioni delle quali poi hanno usufruito anche quelli che le lotte non le hanno fatte, che forse addirittura le hanno osteggiate, ostacolate. Ma così va il mondo e quindi ben vengano film come Suffragette, che parla delle lotte delle donne nei primi anni dello scorso secolo, per ottenere il diritto di voto.

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Di Giuliana Molteni   |   02 Marzo 2016

 

Il cielo in una stanza

Che idea si fa del mondo un animale nato e cresciuto in cattività? Cosa sa di ciò che avrebbe dovuto essere il suo habitat, che sensazioni prova interrogandosi su quanto intravede dell’esterno? E’ scritto nei suoi geni il desiderio di uno spazio più vasto, di un’esistenza diversa? Quanto traumatica può essere la prigionia se non si conosce la libertà, quanto si può apprezzare quello che abbiamo se non conosciamo quello che c’è dall’altra parte del muro?

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Di Giuliana Molteni   |   25 Febbraio 2016

 

Corri ragazzo laggiù…

Lo chiamavano Jeeg Robot è un film che sta a dimostrare che si può. Si può fare in Italia un film che parli in modo originale di super eroi (molto meglio del Ragazzo invisibile di Salvatores); si può contaminare un tema usurato come quello dei superpoteri immergendolo in un’ambientazione anomala, quella della più spietata malavita romana, fra Romanzo Popolare e Suburra/Gomorra (meglio che gli zombie vittoriani di PPZ); che si possono trovare fra i nostri attori un “buono” e un “cattivo” credibilissimi; che si può inserire una trama sentimentale, originale anch’essa, perché ben scritta; che si possono simulare effetti speciali senza dover spendere miliardi.

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Di Giuliana Molteni   |   18 Febbraio 2016

 

Una donna dentro un uomo

Nel 1926 a Coopenhagen Einar e Gerda Wegener sono una bella copia felice, paesaggista stimato e scenografo lui, originale ritrattista/illustratrice lei. Gerda è anche un’innamorata moglie, complice e spregiudicata, che casualmente fa scoprire al giovane marito il piacere di indossare abiti femminili e lo asseconda in un gioco del tutto lecito, soprattutto nel loro trasgressivo ambiente artistico.

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Di Giuliana Molteni   |   18 Febbraio 2016

 

Un faro nel buio

1976: erano ancora gli anni in cui un Cardinale in limousine si portava via dal Distretto di Polizia il suo prete accusato di molestie su minori. Minori tutti accuratamente scelti fra i più poveri e con le famiglie più problematiche, troppo deboli per potersi difendere, impossibilitati ad affrontare costose cause legali nel caso avessero deciso di denunciarli. A Boston nel 2001 arriva un nuovo direttore per lo storico quotidiano Globe e l’aria che tira è subito nuova.

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Di Giuliana Molteni   |   18 Febbraio 2016

 

 

Home Is Where the Heart Is
Un uomo è la sua terra, è la sua casa. Il regista Ramin Bahrani. americano di origine iraniana, nel suo film precedente, A qualsiasi prezzo, aveva raccontato la tragedia famigliare di un proprietario terriero, un grande agricoltore alle prese con una crisi famigliare e un confronto con la multinazionale Monsanto. Nel suo nuovo film 99 Homes, di cui anche co-scrive la sceneggiatura, tocca un altro tasto dolentissimo della società americana, il post-crisi dei sequestri delle case, dei pignoramenti, degli sfratti.

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Di Giuliana Molteni   |   11 Febbraio 2016

 

 

La lotta per libertà non è un pranzo di gala

Negli anni seguenti la Seconda Guerra Mondiale, negli Stati Uniti era montato un clima di isterismo di massa nei confronti del “pericolo rosso”, delle influenze comuniste nella società, ben orchestrato da chi ha sempre interesse a mantenere elevato il livello di intolleranza della pubblica opinione, a indirizzarla verso un “nemico” preciso. Grandi eventi storici erano complici, a parte l’atteggiamento stesso dell’Unione Sovietica pre-Kennedy: la costruzione del Muro di Berlino; la sperimentazione atomica dell’Urss; la rivoluzione cinese maoista; la guerra in Corea; i numerosi casi di spionaggio che affollavano le cronache (clima appena narrata da Spielberg nel suo Il ponte delle spie).

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Di Giuliana Molteni   |   11 Febbraio 2016

Un edificante elogio funebre

Nel 2008 il celeberrimo scrittore David Foster Wallace si impicca. Il giovane giornalista e aspirante scrittore David Lipsky apprende la notizia e, sconvolto, ricorda la sua conoscenza con Wallace, avvenuta 12 anni prima. Lipsky era allora un redattore di Rolling Stone, che ambiva a evadere dal suo cubicolo. A forza di insistere, ottiene l'incarico per intervistare Wallace, fresco dell'incredibile successo arriso al suo libro Infinite Jest (sulla manipolazione dell'individuo e molto altro ancora).

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Di Giuliana Molteni   |   04 Febbraio 2016

La vendetta arriva da lontano

Nella solita, confortevole casa per anziani benestanti, dove ciascuno ha il suo appartamentino per crepare felice in mezzo ai suoi ricordi, si risveglia agitato Zev (Christopher Plummer), vecchissimo ospite, tenuto da un po' sedato a causa della morte dell'amatissima moglie. La demenza senile lo ha reso smemorato soprattutto ai risvegli, che avvengono in modalità Memento, azzerando tutto quanto successo nel breve.

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