Di Giuliana Molteni   |   06 Ottobre 2016

 

I tanti clic della vita

Per chi seguisse con attenzione il calendario delle uscite cinematografiche, chiariamo subito che Mine, scritto e diretto da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, non ha nulla in comune (tranne lo spunto narrativo ma lo svolgimento poi è diverso) con il film francese Passo falso, uscito lo scorso giugno. E nemmeno è da confondere con Lan of Mine, il film sul tragico sminamento delle spiagge danesi dopo la fine della guerra. Ma la mina, arma di distruzione fra le più dannose e subdole, non smette di esercitare attrazione, anche per la natura del suo meccanismo, che apre la porta a molte metafore. A livello produttivo, la storia dei due italianissimi autori-registi è interessante e tutta la genesi e lo sviluppo del progetto sono degni di nota e assai virtuose tutte le meccaniche messe in atto per trovare il determinante appoggio di Peter Safran, noto produttore di un sacco di film famosi, fra cui Buried, The Conjuring 2, altri horror e vari film-parodia del genere Scary Movies. Mine racconta del soldato Mike (Armie Hammer) e del suo “viaggio di formazione” da fermo, sopra una mina che ha inavvertitamente schiacciato mentre rientrava da una missione nel deserto dell’Afghanistan insieme all’amico Tommy, che invece una mina ha fatto saltare per aria. Mike è bloccato in piedi, per poi piegarsi in ginocchio sopra il congegno, i soccorsi arriveranno in tempi biblici (una sessatina di ore), come farà a resistere in quella situazione? Mentre le ore passano, l’acqua manca, le comunicazioni latitano, un solo fuggevole incontro vivacizza l’angosciosa attesa di Mike, quello con un berbero (un mix fra un buffone e un saggio “grillo parlante”), che mentre gli fornisce qualche goccia d’acqua gli somministra altre perle di saggezza. La lunghissima, estenuante attesa è scandita dai pensieri di Mike, prima lucidi ricordi poi, mano a mano che la stanchezza e la disperazione avanzano, incubi. Che ci permettono di apprendere la storia del giovane uomo e quello che lo ha portato esattamente dove il destino ha deciso. Perché anche questa è una delle valenze della vicenda, una metafora dei tanti passi compiuti da Mike in tutta la sua infelice vita, sempre preda dei suoi fantasmi, incapace di una scelta oculata. Che adesso è obbligato a compiere. Se il destino ha deciso di lasciargli la possibilità di emendarsi e ripartire, lo sapremo solo alla fine della storia.  Mine è un film di guerra cui la nostra cinematografia non è abituata, confezionato in modo formalmente ineccepibile, così da sembrare veramente (senza offendere nessuno) un film straniero, sensazione accentuata dal cast, che vede il Bell’Armie Hammer nel ruolo di Mike, mentre la sua amata lontana è Annabelle Wallis e l’amico è Tim Cullen (il bel film Weekend, le serie Downton Abbey, The Five). Nel complesso Mine è un ottimo esempio di quello che si potrebbe fare in Italia se si proseguisse per la strada del cosiddetto “film di genere”, riducendo un poco la quantità delle commedie pseudo “brillanti” o pseudo “pensose” da cui siamo afflitti e, generalmente, annoiati. 

 

 

 

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Di Giuliana Molteni   |   04 Ottobre 2016

 

Il futuro si sente

Esce su Blu-ray Warner la prima stagione di Vinyl, puro cinema in formato televisivo, che si avvantaggia della possibilità di sviluppare personaggi e situazione in un arco di tempo maggiore. La serie è ideata e scritta, oltre che da Rich Cohen (Magic City) e Terence Winter (Sopranos, Wolf of Wall Street, Boardwalk Empire), nientedimeno che da Mick Jagger e Martin Scorsese che dirige il lungo pilot di due ore.

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Di Giuliana Molteni   |   29 Settembre 2016

 

L’aquila vola più in alto

C’era una volta un ragazzino infelice, in rotta con il padre da cui lo divideva un lutto doloroso, che vagava nelle selvagge montagne delle Alpi europee, protetto alla lontana dalla presenza di un anziano guardaboschi (Jean Reno). C’era una volta un aquilotto, figlio della coppia regina della vallata, che, cacciato dal nido dal fratello maggiore, era precipitato nella foresta e poi era stato trovato e pietosamente raccolto dal ragazzo.

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Di Giuliana Molteni   |   29 Settembre 2016

 

 

Fastidio e irritazione

Un mix fra un revenge movie, un bigino sul cristianesimo e un peplum. Questo in fondo era Ben-Hur, film che nel suo inarrivabile mix di melodramma e kitsch ha deliziato le platee dal 1959 in poi. Il remake di Ben-Hur, diretto da Timur Bekmambetov (sceneggiatura del poco noto Keith R. Clarke e nemmeno vogliamo conoscerlo, e da John Ridley, 12 anni schiavo, da cui non ci saremmo aspettati uno sfacelo simile), fallisce totalmente il bersaglio, appiattendo e togliendo ogni pathos alla storia con una riscrittura non si capisce se politicamente corretta o puramente buonista, imperdonabile.

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Di Giuliana Molteni   |   28 Settembre 2016

 

Le ombre del Sistema

Segnaliamo l’uscita su Blu-ray Universal di un interessante film uscito cinque mesi fa, non degnato di particolare attenzione ed è stato un peccato, perché la storia che racconta è poco nota ma degna di essere conosciuta. Si tratta della vicenda di Bennet Omalu, un medico plurilaureato che nel 2008 a Pittsburgh operava come neuropatologo forense, attivamente impegnato nella costante costruzione del suo “Sogno americano”, da bravo emigrato con permesso di studio in attesa di cittadinanza.

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Di Giuliana Molteni   |   28 Settembre 2016

 

Non solo birra

Nel 1983 ha avuto luogo uno dei più clamorosi casi di rapimento europei, per allora la cifra più alta mai pagata per un riscatto, 35 milioni di fiorini olandesi (in era pre-euro, oggi sarebbero circa 16 milioni di euro). Si è trattato del rapimento di Freddy Heineken, erede della mitica famiglia di birrai nata nel 1864, che sotto la sua gestione aveva raggiunto posizione preminente, capitalista attento al sociale in anni difficili per la sua categoria, almeno in Europa.

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Di Giuliana Molteni   |   26 Settembre 2016

 Nowhere Man

Forse solo il discusso Joker di Suicide Squad più ancora dell’Oscar per Dallas Buyers Club ha convinto a distribuire, anche se solo su Sky, il film Mr. Nobody che risale al 2009. Il protagonista infatti è quel Jared Leto che forse per le masse era più noto come cantante dei 30 Seconds to Mars e quindi ritenuto, qui nella nostra provincia, poco attrattivo per una platea cinematografica. Non abbiamo che una vita.  E sappiamo che ogni singolo gesto l’ha portata ad essere quello che è stata.

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Di Giuliana Molteni   |   19 Settembre 2016

 

L’uomo di casa

Arriva direttamente su Blu-ray Koch Media The Homesman, anomalo western del 2014, scritto, prodotto, diretto e interpretato da un Tommy Lee Jones superbo come sempre, adattamento del romanzo di Glendon Swarthout del 1988. Ambientato fra Nebraska e Iowa nella metà del 1800, il film racconta la storia di Mary, a 31 anni ormai zitella (Hilary Swank), una donna coraggiosa e valida quanto e più di un uomo e per questo percepita come “diversa”.

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Di Giuliana Molteni   |   16 Settembre 2016

 Erase and Rewind

Quando qualcosa smette di funzionare, per rimediare, per riparare, spesso è necessario smontare tutto il meccanismo per poterlo rimontare nel modo giusto. Davis è un giovane di buona famiglia, ricco analista finanziario al lavoro nella banca di investimenti multimiliardaria del Paperone di cui ha sposato la figlia. Perché la vita lo ha instradato così e lui come su un tapis roulant si è lasciato incanalare in un percorso che lo ha portato in un paesaggio estraneo.

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Di Giuliana Molteni   |   16 Settembre 2016

 

 

I soldi si fanno fra le righe

Ci vuole coraggio, per pensare di vivere del proprio onesto lavoro, guadagnando a malapena quanto basta per sopravvivere e faticando a mandare avanti una famiglia, figurarsi se con prole in arrivo. Forse ci vuole meno coraggio a mettersi a fare i trafficanti di armi. E’ quello che succede al meno che trentenne David, che campa facendo massaggi professionali ai ricconi di Miami.

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