Estate: tempo di horror. Ormai questo è un tormentone destinato a ripetersi ogni anno non appena si aprono le piscine e la stagione cinematografica, purtroppo, langue. Così, i distributori italiani, per tenere vivi tre mesi che, nonostante tutto, potrebbero regalare delle soddisfazioni, si affidano al cinema dell’orrore, quasi che i brividi di paura possano, in qualche modo, rinfrescare le torride notti estive. Spesso e volentieri, però, le pellicole scelte con questo scopo non sono quelle “di cartello” (Diary of the Dead di George Romero infatti sembra sia destinato a slittare a gennaio), ma quelle semisconosciute, senza grandi star e che, quindi, comportano un grado di “rischio” abbastanza controllato. Questo è proprio il caso di Rovine, primo lungometraggio dell’americano Carter Smith, tratto dall’omonimo romanzo di Scott Smith e pellicola dalla riuscita altalenante.


