Di Giuliana Molteni   |   16 Febbraio 2017

 Meglio orfani?

Mamma e papà si sono amati molto, fin da giovani, hanno fatto tre figli e pure carriera, lei ingegnere in una raffineria, lui ostetrico rinomato. E sono arrivati pure i soldi, che hanno donato un certo benessere. Ma gli anni passano, l’amore finisce, si resta amici ma non basta. E allora si pensa di divorziare.

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Di Giuliana Molteni   |   19 Novembre 2014

La rivalsa degli oppressi

Nella nostra attuale, trasgressiva, tollerante società, resistono ancora molti pregiudizi, più marcati a secondo di livello culturale e posizione geografica. Ugualmente anche in ambienti occidentali e acculturati due categorie non si salvano dai preconcetti più antiquati, le donne e gli omosessuali, ai quali si imputa in fondo la stessa cosa, di non essere abbastanza "virili" per competere con la "mascolinità" dominante.

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Di Pierfranco Bianchetti   |   21 Marzo 2013

L'immaginazione al potere!
Giuseppe Garibaldi, un pover'uomo divorziato con un figlio scapestrato, bibliotecario precario in un paesino del Piemonte, svolge il suo lavoro con dedizione e con incredibile ottimismo, nonostante i tagli imposti alla struttura dalla Regione, cercando come può di infondere l'amore per i libri e per la cultura ai suoi utenti, valligiani incolti e spesso anche maleducati. Pescatore di trote poco abile ma appassionato, Peppino a causa di un incredibile errore del Parlamento italiano, è eletto Presidente della Repubblica. Giunti direttamente con le loro belle auto blu in mezzo ai monti, dove vive il nostro sprovveduto neo Presidente, tutti e tre i rappresentanti dei principali gruppi partitici, preoccupati di perdere i loro privilegi, cercano di convincerlo a dimettersi dalla carica istituzionale subito dopo la nomina ufficiale.

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Di MovieSushi.it   |   21 Settembre 2007

Fino a qualche anno fa, in pochi conoscevano Luca Flores.
Forse anche per colpa di una sua naturale ritrosia, di quel suo graduale ma inarrestabile distacco da una società con cui, in fondo, condivideva ben poco.
Un innato talento artistico unito ad un carattere schivo e solitario, più una rabbia prorompente lasciata sfogare libera e ribelle sulla tastiera.
E poi una scala, anzi La Scala (Ladder, ovvero How far can you fly, suo pezzo migliore in assoluto), metafora di una vita trascinata avanti faticosamente, malgrado un trauma infantile insuperabile.
“Credo si debba avere del dolore dentro, per fare del buon jazz” così Walter Veltroni, autore di una biografia (Il disco del mondo, Rizzoli 2003) breve quanto intensa, che ha avuto il merito di far riemergere anche a livello mediatico la figura abissale di un artista i cui cd erano ormai finiti fuori catalogo.

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