Di MovieSushi.it   |   21 Settembre 2007

Fino a qualche anno fa, in pochi conoscevano Luca Flores.
Forse anche per colpa di una sua naturale ritrosia, di quel suo graduale ma inarrestabile distacco da una società con cui, in fondo, condivideva ben poco.
Un innato talento artistico unito ad un carattere schivo e solitario, più una rabbia prorompente lasciata sfogare libera e ribelle sulla tastiera.
E poi una scala, anzi La Scala (Ladder, ovvero How far can you fly, suo pezzo migliore in assoluto), metafora di una vita trascinata avanti faticosamente, malgrado un trauma infantile insuperabile.
“Credo si debba avere del dolore dentro, per fare del buon jazz” così Walter Veltroni, autore di una biografia (Il disco del mondo, Rizzoli 2003) breve quanto intensa, che ha avuto il merito di far riemergere anche a livello mediatico la figura abissale di un artista i cui cd erano ormai finiti fuori catalogo.

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