Di Giuliana Molteni   |   02 Febbraio 2017

 Una regina d’Africa

La romantica storia d’amore (vera) fra Seretse Khama, erede al trono dell’allora misero stato del Bechuanaland (oggi Botswana) e Ruth Williams, segretaria piccolo borghese con interessi terzomondisti, prende l’avvio nel 1947. I due si incontrano a Londra, dove Seretse sta completando i suoi studi ed è subito amore, quello vero, e decidono di sposarsi. Ma appare subito chiaro che le cose non saranno facili.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   03 Febbraio 2016

Affari sporchi

New York 1981, per la città l'anno più violento di sempre, per i numerosi crimini commessi. Non a caso la storia raccontata da J. C. Chandor, dopo Margin Call e All Is Lost, si colloca prima dei deliri alla Wall Street, quando ancora i soldi si facevano col duro lavoro, con gli affari a livello di strada. Abe Morales, ex immigrato cubano in ascesa per conferma sociale, ha un Sogno, che lo avvolge come il suo immacolato cappotto di cammello. Abel è uno che ci sta provando e vuole fare le cose per bene, seguendo le regole. Ha una compagnia di consegna carburanti, con un nutrito parco-camion e molti dipendenti.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   12 Febbraio 2015

Enough is enough

Per gli Stati Uniti l'integrazione razziale è una piaga ancora aperta. É come se una ferita profondissima fosse stata suturata accuratamente, ma solo in superficie, cosicché ogni tanto nelle sue profondità si forma ancora del pus, che torna ad affiorare e ad avvelenare tutto il corpo. Selma è il nome della cittadina dell'Alabama da dove nel 1965 Martin Luther King ha guidato una marcia conclusa sugli scalini del palazzo di George Wallace, il Governatore ostinatamente razzista e convinto segregazionista che si rifiutava di applicare le leggi del Governo centrale.

Postato in Cinema
Di Giuliana Molteni   |   30 Dicembre 2013

Servo vostro

Se c'è un'etnia che ha visto la propria situazione completamente capovolta nel corso del secolo scorso, è quella degli afro-americani, passato dai campi di cotone dei primi anni del '900, dove lavoravano da schiavi, anche se la schiavitù era stata abolita nel 1865, al vedere un afro-americano diventare Presidente della loro Nazione. Lee Daniels, regista impegnato socialmente, già autore di Precious, ci racconta la storia romanzata ma sostanzialmente fedele, di Cecil Gaines, maggiordomo alla Casa Bianca dal 1957 al 1986, lungo sette amministrazioni.

Postato in Cinema
Di MovieSushi.it   |   21 Aprile 2010
Di tutte le produzioni anni '70 e '80 che sono state prese in esame come remake o reboot, l'unica di cui si sente la mancanza è Gatchaman.
La serie animata giapponese, è stata vista negli Stati Uniti come con il nome di Battle of Planets e sono anche stati realizzati diverse serie a fumetti come combinazione di elementi presi da Star Wars e dalla Marvel Comics.

Cinque riluttanti adolescenti vengono reclutati per formare lo Science Ninja Team, gruppo che ha il compito di annientare la minaccia del gruppo terroristico Galactor e sventare l'invasione aliena del Pianeta Terra. Ci sono adolescenti con orologi super tecnologici, una nave chiamata Phoenix God (o solo Phoenix negli Usa) che si può trasformare in un vero e proprio uccello di fuoco, e un sacco di nemici bizzarri.
La Imagi Studios, la stessa che ha prodotto il recente film in Cgi, Teenage Mutant Ninja Turtles, stava lavorando al progetto Gatchaman prima che il suo studio di Los Angeles chiudesse lo scorso anno.

Quello che vi mostriamo è il primo trailer prodotto, attraverso il quale si possono vedere i disegni e lo stile generale di questo adattamento che non è stato ancora completato.
La Imagi ha fatto sapere che il film dovrebbe essere completato nel 2011 ma non siamo sicuri che questa promessa sarà mai mantenuta.
Postato in Cinema
Di MovieSushi.it   |   11 Febbraio 2009

In principio, «quando non aveva ancora una struttura narrativa», la regista Sally Potter pensava di distribuire il suo Rage «Solo su internet. Poi però ci ho ripensato. La rete non mi avrebbe garantito quel livello d'attenzione che richiedo al mio spettatore». A giudicare dalla reazione della platea berlinese, fuggita ben prima della fine del film, il livello d'attenzione preteso dalla Potter era troppo elevato persino per l'austero festival tedesco: «Capisco che la scelta del blue screen dietro agli attori possa risultare un po' strana: in genere il blue screen si usa per creare sbalorditivi effetti speciali, in Rage invece l'ho voluto per ottenere un effetto di minimalismo estremo che unisse i protagonisti. Cercavo la scenografia più semplice per raccontare una storia sulla complessità umana: qui cambiano solo i colori sullo sfondo e lo spettatore deve usare la sua immaginazione».

Postato in Cinema