Brucia ragazzo, brucia
I film sui poliziotti (ce ne sono infiniti) sono spesso critici nei confronti della categoria, perché mettono in scena personaggi discutibili, disturbati o corrotti, gettando una luce livida su un corpo di dipendenti pubblici purtroppo indispensabili. Trattamento diverso è riservato ai vigili del fuoco, mitici eroi quasi mai sfiorati dalle accuse che spesso colpiscono i loro "cugini". Quello del pompiere è un mestiere vistosamente eroico, con quella lotta impari da Davide contro Golia, un piccolo uomo contro la bestia del fuoco e dei fumi venefici che spesso uccidono prima e più delle fiamme. Dimentichiamoci di tutto questo per quanto riguarda il film Fire with Fire, perché il mestiere del protagonista, il bel ragazzo Josh Duhamel, serve solo come pretesto per quello che sarà l'escamotage finale usato per risolvere la situazione una volta per tutte.
Unico limite il cielo
Se non ci fossero state schiavitù e segregazione non ci sarebbe stato il blues, definito "il suono della coscienza collettiva". Il Riley del titolo è il vero nome di B.B. King, il grande bluesman eletto a padre putativo di più di una generazione di musicisti, amatissimo dal pubblico negli Usa e in Europa. Nato nei campi di cotone di Itta Bena nel Mississippi nel lontanissimo1925, si ritrova da solo a 14 anni e si mette a cercare la sua strada. Passa dal lavoro nei campi ai primi locali, suona per strada, lavora in una radio come Dj e poi comincia a incidere dischi e a macinare chilometri per quei tour che saranno la parte più importante della sua vita. Nel 1955 compra un lucente bus, carica la sua band e inizia il suo on the road, che non si è fermato neppure oggi, che ha 88 anni, "perché la strada è la sua casa", con 300 giorni all'anno in tour, una vita in nome della musica. I primi successi che fanno girare il suo nome avvengono nei locali del Chitlin' Circuit, una catena di luoghi sparsi attraverso gli Stati Uniti, in cui musicisti, attori e ogni altro tipo di artista di colore era libero di esibirsi.
Facce nuove, vecchio stile
Everybody wants to rule the world: così cantavano i Tears for Fears e così afferma sarcastico Zartan, uno dei "cattivi" di G.I. Joe: la vendetta, che si è sostituito al Presidente degli Stati Uniti e nelle sue vesti ha comandato un'imboscata per liberarsi dai detestati paladini della giustizia, suoi eterni rivali. Avrà così mano libera nel suo piano di destabilizzazione globale. Ai pochi sopravvissuti, ai quali si allea forzosamente anche un nemico storico, non resta che attrezzarsi per vendicare i compagni, riabilitarsi agli occhi del mondo, provvedendo intanto a salvare l'umanità. Questo avverrà attraverso sparatorie iperboliche, audaci duelli all'arma bianca, spettacolari scontri con armi pesanti di ogni tipo, per terra, aria e acqua, e naturalmente mazzate terrificanti, il tutto condito da qualche sprazzo di ironia e da effetti speciali della massima perfezione, serviti in un 3D degno di tal nome.
Mentre la pre-produzione per Sin City 2: A Dame to Kill For entra nel vivo, Robert Rodriguez stuzzica la curiosità dei fan diffondendo, tramite Twitter, due foto di Josh Brolin prima e dopo il green screen: enjoy!
McClane or not McClane: that is the question
Definito dalla critica statunitense come "classico eroe americano", John McClane torna sui grandi schermi di tutto il mondo con il quinto capitolo della saga che lo vede protagonista: Die Hard - Un buon giorno per morire. Purtroppo, però, come è capitato, in passato, ad altri "classici eroi americani" (Rocky e Rambo, solo per fare un paio di esempi...), questa nuova avventura (la prima all'estero) lascia alquanto a desiderare. Ambientato in Russia tra Mosca e Chernobyl, il film segue le avventure di McClane che, arrivato nella Ex Unione Sovietica per cercare di aiutare il figlio Jack (Jai Courtney), si trova coinvolto, suo malgrado, in una battaglia "all'ultima pallottola" contro una banda di criminali. John e Jack, da soli, dovranno infatti debellare il piano criminoso di un miliardario doppiogiochista e di un politico corrotto.
Manca poco all'ultima avventura di John McCane e la Fox, ha pensato di allietare l'attesa con una nuova clip che ci fa capire cosa dobbiamo aspettarci da A Good Day to Die Hard. Intanto, in questi giorni, già si parla di un sesto capitolo...
Quello che fai ti ritorna
Nessuna delle fantasie legate al progresso si è avverata, qualche innovazione tecnologica ha migliorato le nostre vite ma malattie, vecchiaia, morte, malvagità, avidità, sopraffazione sono rimaste sempre lì, legate alla nostra essenza, primitive e ineluttabili. Anche la meraviglia dei viaggi nel tempo non si è risolta a fin di bene. Nel 2074 gli spostamenti temporali sono possibili e sicuri ma sono impiegati solo dalla malavita. I boss infatti mandano indietro nel tempo, nel 2044, le proprie vittime condannate a morte, nel punto esatto dove ad attenderle troveranno un ben retribuito killer, il "looper". Nessun cadavere di cui disfarsi nel loro tempo quindi, nessuna prova dei loro delitti a casa loro. Ogni tanto però giungono a scadenza anche i loro stessi "impiegati", i killer, che sono numerosi, attratti dai tanti soldi che permettono bella vita, auto, case, donne, droga, tutti i soliti benefit connessi ad attività illegali (lavorare onestamente non conviene mai).
Quando mancano ancora diversi mesi agli inizi delle riprese, il cast di Sin City 2: A Dame to Kill For trova la sua protagonista: Eva Green. Robert Rodriguez ha inoltre annunciato l'ngaggio di Julia Garner
La 20th Century Fox ha appena diffuso una nuova clip che farà la gioia di tutti i fan di Bruce Willis. In questo breve filmato tratto da A Good Day to Die Hard, infatti, scopriamo come John McClane ed il figlio escono da una situazione piuttosto spinosa...
E' arrivato online un nuovo, esplosivo, TV Spot per A Good Day to Die Hard, l'ultimo capitolo nella amatissima saga di John McClane. Lo spot ne approfitta anche per incoraggiare gli spettatori a non scaricare il film ma a guardarlo su grande schermo...


