Benvenuto Presidente: Recensione

Di   |   21 Marzo 2013
Benvenuto Presidente: Recensione

L'immaginazione al potere!
Giuseppe Garibaldi, un pover'uomo divorziato con un figlio scapestrato, bibliotecario precario in un paesino del Piemonte, svolge il suo lavoro con dedizione e con incredibile ottimismo, nonostante i tagli imposti alla struttura dalla Regione, cercando come può di infondere l'amore per i libri e per la cultura ai suoi utenti, valligiani incolti e spesso anche maleducati. Pescatore di trote poco abile ma appassionato, Peppino a causa di un incredibile errore del Parlamento italiano, è eletto Presidente della Repubblica. Giunti direttamente con le loro belle auto blu in mezzo ai monti, dove vive il nostro sprovveduto neo Presidente, tutti e tre i rappresentanti dei principali gruppi partitici, preoccupati di perdere i loro privilegi, cercano di convincerlo a dimettersi dalla carica istituzionale subito dopo la nomina ufficiale.


Benché sprovveduto, l'uomo si rende però conto di avere in mano la possibilità di fare qualcosa d'importante per il suo paese, anche se si sente totalmente inadeguato a ricoprire un incarico così importante e sofferente per il rigido protocollo vigente al Quirinale, tra corazzieri impeccabili e valletti in divisa pronti a esaudire ogni suo desiderio. In questa difficile impresa è assistito dalla bella Janis Clementi, Vice-Segretario Generale, giovane funzionario dell'apparato presidenziale austera nei modi, ma dedita con scrupolo al suo lavoro, come reazione all'educazione libertaria impartitale dalla madre, un'ex hippy che fuma ancora spinelli e veste stravagante. Il nuovo Presidente, naif dalla testa ai piedi, dopo aver collezionato alcune gaffe iniziali, si distingue da subito per il modo assolutamente inedito con il quale interpreta il suo ruolo, lasciando di stucco le famiglie italiane, sedute a tavola davanti alla televisione, sorprese da questo stile onesto, anticonformista, democratico e totalmente diverso rispetto al passato. Naturalmente tutto ciò provoca un forte malumore nei rappresentanti della casta politica che non esita a ordire contro di lui ogni genere di trappola per metterlo fuori gioco, utilizzando i loschi servigi del "sig. Fausto", un bieco individuo legato ai servizi segreti deviati dotato di un immenso archivio, con il quale ricattare qualsiasi potente. Però l'ingenuità e il candore del bibliotecario-pescatore risultano piuttosto difficili da sconfiggere, nonostante la mole di fango rovesciata contro di lui e contro i suoi amici più cari. Il nuovo Presidente, capace di scuotere le istituzioni in crisi e di riconquistare un paese ormai stremato e sfiduciato, si rende però conto di non poter reggere a lungo il gioco. Metterà allora il Parlamento in scacco dopo aver ricordato agli italiani che loro è la responsabilità di mantenere al potere questa classe politica inefficiente e inadeguata....Girato in parte a Montecitorio, ma soprattutto a Torino presso l'Archivio di Stato, l'Accademia delle Scienze, nella reggia di Venaria e a Palazzo Reale, il film è sceneggiato da Fabio Bonifacci, uno degli scrittori di cinema più attenti alla realtà attuale e diretto da Riccardo Milani (Il posto dell'anima; La guerra degli Antò, Auguri professore). La storia si rifà doverosamente ai classici del genere, come Oltre il giardino di Hal Hasby con Peter Sellers e soprattutto al mitico Mister Smith va a Washington di Frank Capra, 1939: lì James Stewart, un povero sempliciotto, capo dei boys scout di provincia, viene eletto senatore da un gruppo di cinici politicanti convinti di manovrarlo a loro piacimento. Arrivato però in Campidoglio dimostrerà a tutti che cosa è l'onestà. La pellicola, concepita nel clima culturale del New Deal di Roosevelt, è considerata ancora oggi un vero inno alla forza della democrazia americana. Claudio Bisio, protagonista principale, si conferma uno dei più significativi interpreti della commedia di costume d'oggi sulla scia dei suoi illustri predecessori, Gassman, Manfredi, Sordi, Tognazzi e Mastroianni. Al suo fianco la bella Kasia Smutniak, l'austera Vice Segretaria del Quirinale attratta dal fascino "ruspante" del suo Presidente, non dimenticando Beppe Fiorello, Gianni Cavina, Omero Antonutti, Remo Girone, Massimo Popolizio, Cesare Bocci e Piera Degli Esposti che formano una squadra ben amalgamata nel disegnare il meglio e il peggio del nostro paese. Non sempre il ritmo è adeguato e le battute azzeccate, ma Benvenuto Presidente! con il recente Viva la libertà di Roberto Andò, affronta a modo suo la realtà sociale e politica, drammatica e sfibrata, nella quale siamo tutti immersi senza eccezione. Non resta che la speranza di intravedere presto uno spiraglio che conduca l'Italia verso un futuro migliore, sotto gli occhi attenti dell'Europa e del resto del mondo, incapaci di credere come una nazione ammirata per il suo patrimonio artistico, per i suoi paesaggi stupendi e per le sue eccellenze in tanti campi professionali, non possa ritrovare se stessa...

Giudizio

  • Profetico, attuale
  • 7/10