Robin Hood: Alle origini della leggenda

Di   |   14 Maggio 2010
Robin Hood: Alle origini della leggenda

Torna la coppia, che con Il Gladiatore, ha ottenuto un successo planetario,e il risultato non solo è soddisfacente ma supera addirittura le aspettative. Il timore iniziale era quello di vedere la trasposizione su grande schermo di una storia raccontata già migliaia di volte in tutte le salse possibili, basti pensare al Robin Hood della Disney, a quello con Kevin Costner o a quello esilarante diretto da Mel Brooks. Il compito più difficile era proprio quello di riuscire a catturare lo spettatore senza cadere nello scontato o peggio ancora nel noioso e l'abilità di Ridley Scott sta nell'aver centrato questo obiettivo primario fin dalle scene iniziali. I Robin Hood visti fino ad ora cominciavano dove questo finisce, tanto da poter definire quest'ultima trasposizione come un vero e proprio prequel.

Arciere dell’esercito di Re Riccardo Cuor di Leone, Crowe approfitta dell’improvvisa morte sul campo di battaglia del Re per fuggire dalla Crociata in terra di Francia in cui si trovava, riportando a Nottingham la spada di un Cavaliere, Sir Robert Loxley, morto tra le sue braccia. Qui, di fronte ad un paese, l’Inghilterra, soffocato dalle tasse volute dal nuovo Sovrano Re Giovanni, Robin Longstride, detto Robin Hood, finge di essere il defunto Robert Loxley per permettere a Marion Loxley, sua consorte, di poter trattenere le terre di famiglia una volta deceduto il vecchio e cieco Sir Walter Loxley, padre di Robert. Peccato che il nuovo perfido e subdolo Maresciallo della Corona, Sir Godfrey, trami contro il Re a favore della Monarchia Francese, pronta ad invadere il paese. Solo Robin Hood, sincero, coraggioso e valoroso cavaliere, riuscirà a convincere i sudditi, in rivolta contro l’avidità di Re Giovanni, ad intraprendere una battaglia nei confronti dell’invasore, vincendola e salvando la corona. Diventato eroe, Robin finirà automaticamente nella ‘lista nera’ del Re, invidioso della sua popolarità e per questo bandito dal regno, con annessa taglia sulla sua testa, trasformandolo in un bandito, nascosto nella foresta di Sherwood, pronto a rubare ai ricchi per dare ai poveri. Così nasce la leggenda.

Questa la trama definitiva di una pellicola che prima di vedere la luce ha vissuto una storia piuttosto travagliata tra continui cambi di sceneggiatura e di idee da parte del regista. Gli attori, da Cate Blanchett a William Hurt, funzionano splendidamente ma chi più brilla nel ruolo che gli è stato assegnato è proprio Russel Crowe, che dopo aver interpretato il generale romano Massimo Decimo Meridio si è calato perfettamente nel ruolo dell'ex crociato divenuto bandito al servizio dei più deboli. Crowe ha tutte le caratteristiche dell'eroe classico, dalle movenze in combattimento alla gestualità più semplice. Conquista la Blanchett e con lei il pubblico, mentre le sue frecce volano dritte al cuore del nemico. Robin Hood è anche un film sulla nobiltà d'animo, sull'amore e sull'amicizia, sull'onore e sulla libertà. Ottimo anche il modo in cui Scott ha saputo gestire le scene di battaglia: addirittura epica quella dello sbarco sulla costa inglese da parte dei francesci, così simile alla sequenza iniziale di Salvate il Soldato Ryan da poter essere un omaggio dichiarato . Gli effetti speciali funzionano a dovere e l'invadenza del CGI è ridotta al minimo. Gli attori e stuntman che hanno preso posto sul campo di battaglia sono stati duramente addestrati per poter prendere parte ai combattimenti senza dover ricorrere alla tecnologia. Scott ha voluto rispettare tutti i canoni del realismo, al punto da girare in Inghilterra presso il bosco di Bourne Woods, dove sono stati ricostruiti interamente i villaggi che sono stati distrutti e dati alle fiamme nel momento in cui la storia lo richiedeva. Un ultimo plauso va fatto ai costumi di Janty Yates, che tra autenticità dei personaggi e poesia, riescono perfettamente a trasportare il cast indietro nel tempo. Robin Hood è un concentrato di azione e avventura, miscelato con efficacia, da servire e gustare minuto dopo minuto al cinema o sul divano di casa propria (quando uscirà in home video).