Rachel sta per sposarsi è un film che si apprezza per la sensibilità di Demme nel muovere la macchina da presa e nel ricercare il giusto equilibrio tra distacco e invadenza. Purtroppo, al di là di questo aspetto, il film risulta sbagliato nella sceneggiatura, ridondante in certe sequenze, e con espedienti narrativi visibilmente forzati (il ritrovamento del piatto appartenuto al fratellino morto o lo svelamento di un'importante verità dal parrucchiere). La naturalezza degli attori è indubbiamente apprezzabile, ma non può risollevare situazioni inverosimili, come il riunirsi costante di tutta la famiglia intorno ad un divano per parlare di ogni problema e disagio, per giunta con ognuno che rinfaccia, piange e urla senza il minimo imbarazzo e indugio. I drammi familiari sono sempre un argomento delicato da trattare e soprattutto molto rischioso. Demme riesce ad essere sobrio e molto attento, ma troppo spesso scivola nel retorico e nel patetico (con apice raggiunto nella litigata "mucciniana" tra madre e figlia, sconfinante alla fine nel ridicolo più assoluto).
Anne Hathaway convince e mostra doti e capacità che forse nessuno aveva mai pensato finora di attribuirle. Sfatta, depressa, arrabbiata, la giovane promessa sorprende per tutto il film, concedendosi molto anche nei momenti in cui appare solo sullo sfondo. Nei momenti in cui però il suo personaggio si compiace di essere diversa dagli altri suoi consanguinei conformisti, l'attrice pecca di ingenuità, apparendo più simile ad una bambina capricciosa, che ad una ragazza problematica, complessata, malata e con un gravissimo e incancellabile passato sulle spalle. Il regista in fondo sembra volere insistere soprattutto sulle dinamiche familiari, ma così dimentica l'individualità dei personaggi, finendo per offrire di questo nucleo un freddo ritratto che non coinvolge e non convince perché poco approfondito. Demme non riesce a scrutare il fondo di questo universo, preferendo mantenersi in superficie per dare luogo a quello che non è altro che un ennesimo semplice dramma d'autore, per giunta facilmente dimenticabile.
(da "Rivist@online")


