Angiolini e Ramazzotti, donne sull'orlo di una crisi di nervi

Di   |   17 Novembre 2009
Angiolini e Ramazzotti, donne sull'orlo di una crisi di nervi
Ci vogliono le palle per suicidarsi. È una delle battute che sentiamo dire in Ce n’è per tutti, il film di Luciano Melchionna presentato oggi a Roma. Gianluca (Lorenzo Balducci), il protagonista del film, sale infatti sul Colosseo minacciando di buttarsi di sotto. Come Alberto Sordi in Un americano a Roma. Ma i tempi sono cambiati, sono gli anni del precariato, e tutto è più pesante. Anche se il film di Melchionna tenta di raccontare tutto con un tono farsesco e sopra le righe. “L’unico modo per farsi ascoltare oggi è salire sul Colosseo” racconta Melchionna. “Ad agosto sono venuto a Roma dalle vacanze perché avevo saputo delle guardie giurate che erano salite sul Colosseo, proprio nello stesso punto in cui avevamo girato noi.
Oggi l’unico modo per farsi ascoltare è questo”. “Avevo voglia di raccontare una storia forte” dice il regista. “Se arrivi con un pugno chi lo riceve tende a difendersi, se arrivi con un sorriso forse no. Penso che il mio film racconti il presente”. In molti si sono chiesti da cosa dipendesse la svolta di Melchionna, questo suo abbassare la soglia critica dopo i toni più duri di Gas e dei suoi lavori teatrali, verso un cinema più legato alla commedia. “È un gioco” spiega Melchionna. “Sono riuscito a fare il mio film. Gli editor della Medusa ci hanno fatto solo una richiesta: di far capire meglio chi è Gianluca, e le sue relazioni con gli altri personaggi. Quanto alla soglia critica abbassata: la tv ci ha abituato tutti a ricevere delle informazioni con una certa semplicità”. “Mi interessava l’equivoco più grande” racconta Lorenzo Balducci, l’attore protagonista. “Che la gente pensi che Gianluca sia un disadattato, uno che non ha più stimoli. Lui è perfettamente consapevole di quello che ha intorno. Ha disperatamente cercato di trovare il suo spazio all’interno del mondo e non c’è riuscito”.
Intorno a Gianluca c’è tutto un mondo di varia umanità, i suoi amici, tra cui spiccano le due “donne sull’orlo di una crisi di nervi” Isa ed Eva, infermiere in un fatiscente policlinico, impersonate da due quasi irriconoscibili Micaela Ramazzotti e Ambra Angiolini. Curiosamente le due interpretano la donna che assomiglia meno a loro. Dopo aver visto la Ramazzotti in Tutta la vita davanti e Ambra in Bianco e nero, ci si sarebbe aspettati che la prima impersonasse la coatta e ingenua Eva, e la seconda la pedante Isa. Invece è il contrario. “Quando ho letto i personaggi di Isa ed Eva ho pensato alla tenerezza che mi suscitavano” racconta una vispa Ambra Angiolini. “Eva sembra leggera, è frizzante, urla tantissimo, quando parla contano solo lei e le sue riflessioni. Verrebbe voglia di abbracciarla, di ripulirle letteralmente il viso dal trucco, di spiegarle due cose. Il contrasto con la sua amica funziona: litigano, si appiccicano, ma non si ascoltano”. “Sembriamo due liceali pronte a marinare la scuola” è la definizione che ne dà Micaela Ramazzotti. “Siamo due personaggi disgraziati. Il mio è una bacchettona, una che giudica tutti, con questi occhiali che probabilmente ha comprato all’autogrill, perché probabilmente non si fida neanche dell’oculista”. “Mi divertiva tantissimo fare una donna single, perché negli ultimi film ho fatto sempre la madre o personaggi molto romantici” continua la Ramazzotti. “Il bello è fare cose diverse. Con Ambra, durante le pause sul set, in roulotte, comunicavamo molto”. “Sono una fantasista” afferma divertita Ambra Angiolini. “Cerco sempre la novità: ho bisogno di stimoli. Il giudizio come il pregiudizio ferma la crescita di ognuno di noi. Con questo ruolo mi sono sentita un’attrice: Luciano mi ha aveva detto che aveva un ruolo per me, e che era lontanissimo da quello che sono. Non è piacevole sentirsi raccontati sempre in un certo modo. E io amo l’idea di poter essere tante donne”.
Ce n’è per tutti nasce da un lavoro teatrale, che Melchionna aveva realizzato per il teatro di Latina, scritto, come il film, insieme a Luca De Bei (è prodotto dalla Amovie di Anna e Sauro Falchi e uscirà nelle sale il 20 novembre distribuito da Medusa in un numero di copie tra le 80 e le 100). È proprio De Bei a suggerirci come guardare il film. “Il modo giusto per vedere il film è guardarlo dall’alto, come fa Gianluca dal Colosseo: vede dall’alto tutte queste persone che si arrabattano, e che dall’alto sembrano tutti uguali, uomini e donne”. Tutti, uomini e donne, sull’orlo di una crisi di nervi. Quell’orlo su cui il mondo precario di oggi ci ha portati tutti.