Riunione di famiglia: Happy Festen? Di comico c'è ben poco.

Di   |   30 Aprile 2009
Riunione di famiglia: Happy Festen? Di comico c'è ben poco.

Thomas Vinterberg torna sul luogo del delitto.

A dieci anni da Festen, la pellicola che lo ha reso famoso in tutto il mondo, il regista di Copenhagen punta nuovamente l'obiettivo della sua m. d. p. verso le ipocrisie, i segreti e le disfunzioni dell'istituzione familiare.
Laddove, però, Festen era angosciante, tetro e senza speranza, questo Riunione di famiglia cerca, invece, una luce tra quelle tenebre e quei lati oscuri.
Ma non lasciatevi ingannare dal solito, inopportuno sottotitolo italiano: nella vicenda di Sebastian, ragazzo angelico e puro, reso balbuziente da un'infanzia passata tra i tradimenti ed il, presunto, suicidio del padre, e la relazione omosessuale tra sua madre e sua zia, di «comico» c'è ben poco.

Il fare i conti con l'odio verso i propri genitori e, ancor peggio, con il timore di diventare proprio come loro, commettendo gli stessi, imperdonabili errori rappresentano un'insostenibile maledizione per Sebastian. E il regista danese conferisce a questo stato d'animo, tipico del passaggio dall'adolescenza all'età adulta, il giusto peso drammatico.
Tuttavia, la sua ricerca della speranza e, forse, anche l'ansia di non arrivare alle punte d'inconsolabile amarezza di Festen, lo portano ad infarcire il racconto con spunti da commedia degli equivoci e, se in definitiva il risultato è comunque apprezzabile, resta la sensazione di aver assistito ad un film sostanzialmente innocuo perchè incapace di suscitare emozioni nello spettatore.

Mancano sia il disgusto e la rabbia di Festen che l'ironia feroce e grottesca che ci si poteva aspettare e quest'incertezza lascia Riunione di famiglia in un limbo sterile e, in fin dei conti, trascurabile.

Giudizio

  • Balbettante come il suo protagonista...
  • 6/10

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