Codice Unlocked – Londra sotto attacco: Recensione

Di   |   07 Maggio 2017
Codice Unlocked – Londra sotto attacco: Recensione

 Era meglio Locked

Prendete spie e terroristi, islamici ovviamente, e imam fanatici e perfidi miliardari convertiti, tutti con la fissa delle stragi. Aggiungete Londra e l’MI5 e l’MI6 e ovviamente la CIA, che tutti fra di loro qualche segreto ce l’hanno. E poi traditori, per soldi o per folli piani di rivalsa. E killer spietatissimi e tutto quanto di solito si trova nelle storie di questo genere, di spionaggio/terrorismo/complottismo.


Prendete e buttate in un recipiente, agitate e buttate su un tavolo. Ne uscirà un ammasso informe e confuso, un guazzabuglio insensato. Che è esattamente quello che è successo con il film Unlocked, scritto dal quasi esordiente Peter O’Brien, pur eroicamente diretto da Michael Apted, dall’onorata e lunga carriera, cui però le cose sono sfuggite di mano. Alice, agente CIA specializzata in interrogatori, si trova costretta a tornare in campo da un complotto a più livelli, che mira a un attacco terroristico a Londra. Mentre scopre di non sapere più di chi fidarsi, deve salvare la pelle e sventare i piani di un gruppo di avversari che più composito non si può, scoprendo poco alla volta chi sono i veri “cattivi”. Coinvolti nella faccenda sono alcuni attori che, in presenza di copioni validi, ci hanno dato altrove molte soddisfazioni. Noomi Rapace è l’imprescindibile ragazza badass che deve la sua fama proprio a un personaggio di donna che non teme gli uomini; Michael Douglas si adagia sui cliché più ovvii; John Malkovic è spesso stato un mercenario, artisticamente parlando, e qui non è da meno; Toni Collette, in versione stile Annie Lennox ai tempi belli, fa l’algida burocrate che non teme di imbracciare un’arma; Orlando Bloom torna, gradevolmente sciupato, dopo una lunga pausa di riposo e avrebbe fatto meglio a continuare a oziare.

 

Giudizio

  • insensato
  • 5/10