John Wick – Capitolo 2: Recensione

Di   |   17 Marzo 2017
John Wick – Capitolo 2: Recensione

 La coerenza innanzi tutto

Torna il killer più letale, l’assassino temuto da tutti gli assassini, l’hitman che non sbaglia bersaglio, insomma il boogeyman dei criminali, di cui forse avrebbe paura anche il vero boogeyman: John Wick. Che era però riuscito a “ritirarsi” per amore, per crudele destino il suo sogno di felicità si era infranto, per puro caso si era ritrovato in mezzo ai “cattivi” e per vedetta pura aveva dovuto riaffacciarsi a quell’ambiente che gli era stato concesso di abbandonare.


Questa infrazione alle regole gli costa cara e deve assoggettarsi agli ordini del giovane boss Santino (Scamarcio), che gli commissiona l’eliminazione della sorella, assurta alla “Corona” della camorra, cui lui ambisce. Incarico che Wick, forzato ad accettare dalle severe regole dell’ambiente, patisce molto e che finirà per costare caro a tutti. Alla fine di un’infinita mattanza, l’uomo si trova “scomunicato” e in fuga, pronto per un terzo capitolo, a questo punto inevitabile. Data per assodata l’infrangibilità di Wick, il resto si accetta se si è disposti a lasciarsi andare all’iperbole più iperbolica di un personaggio (anzi, di tutti i personaggi) e di una storia a tinte caricatissime. L’aspetto più divertente della serie è la descrizione di quella specie di “Deep World” in cui si muovono fluidamente i criminali, un mondo segreto di appoggio, fatto di zone franche, di luoghi di rifornimento, di isole di non-violenza e di assistenza impassibile, su cui regna un sornione Ian McShane, in un’atmosfera senza tempo. E non sono da meno tute le altre “famiglie” criminali, di vario peso e livello, e i “cani sciolti”, assassini prezzolati che si risvegliano in caso di “chiamata”, tutti ben mimetizzati nel nostro tessuto sociale. Location bizzarra questa volta, una Roma sotterranea che sfocia in una festa alle Terme di Caracalla, poi si torna a NY. Nell’originale ci si diverte ascoltando le battute in italiano pronunciate dal cast inglese, Scamarcio se la cava decorosamente, pur vestito e pettinato da mafiosetto viziato. Gerini maestosa e marmorea fa la dama malavitosa e si concede un decesso teatrale. Dirige nuovamente l’ex stunt di Reeves in Matrix, Chad Stahelski, coadiuvato alla produzione dal suo socio David Leitch, con il quale ha fondato l’87 Eleven, una richiestissima società di stunt. Scrive la storia il “padre” originale del personaggio, Derek Kolstad. Eroe suo malgrado, perché assassino che si nobilita ammazzando gente peggiore di lui, John Wick è un personaggio che agisce in nome del principio di pura causa/effetto, piegano la testa a logiche degeneri, in quanto sono i pilastri su cui si basa il nero mondo in cui vive, dove i codici d’onore rigidissimi garantiscono la sopravvivenza di tutti (fosse così anche nella società “civile”). Vedremo dove andrà a parare nel proseguimento della sua odissea. Aspettiamo che su internet qualcuno si diverta a contare il numero degli ammazzati, che così, a occhio, ci sembra aumentato, in una festa di coreografica, stilizzata violenza.

 

Giudizio

  • Prevedibilmente divertente
  • 6/10