Scusate se esisto: Recensione

Di   |   19 Novembre 2014
Scusate se esisto: Recensione

La rivalsa degli oppressi

Nella nostra attuale, trasgressiva, tollerante società, resistono ancora molti pregiudizi, più marcati a secondo di livello culturale e posizione geografica. Ugualmente anche in ambienti occidentali e acculturati due categorie non si salvano dai preconcetti più antiquati, le donne e gli omosessuali, ai quali si imputa in fondo la stessa cosa, di non essere abbastanza "virili" per competere con la "mascolinità" dominante.


Quali siano poi i valori, quale sia l'essenza di tale "mascolinità", non è questo il posto per approfondire, su cui polemizzare. Siamo qui infatti per parlare del film Scusate se esisto, commedia brillante che cerca spiritosamente di dimostrare come anche e ancora più del previsto oggi donne e gay possano essere costretti a dissimulare capacità professionali e orientamenti sessuali per riuscire a conquistarsi il loro posto nella società, senza andare in cerca di attriti. La giovane donna Serena Bruno (Paola Cortellesi, con tutta la sua simpatica goffaggine), ex ragazzina prodigio di Aversa (Abruzzo, non Belgio) divenuta uno stimato architetto, dopo qualche anno a Londra decide di tornare là dove ci sono gli affetti, quindi in Italia. Grave errore, perché qui finisce a lavorare come addetta alle vendite in un mobilificio bassamente commerciale e a disegnare mausolei per usurai arricchiti. Durante i suoi spostamenti si imbatte in una mostruosità architettonica della zona, il serpentone del Corviale, un chilometro di muraglia di cemento abbandonato a se stesso (condominio-monsturm realmente esistente nel Comune di Roma) e vagheggia di presentare un progetto di riqualificazione, conscia però che in quanto donna non troverà nessuno studio che la ingaggi. Per pagarsi l'affitto di un sottotetto deve pure fare la cameriera e proprio in un ristorante si prende una cotta fenomenale per il proprietario, il bellissimo Francesco (Raoul Bova al suo massimo fulgore), padre separato, che nasconde però un segreto, la sua omosessualità. Che lui confessa a Serena, eletta a suo "amico" ideale. Il loro rapporto che si fa molto stretto induce Serena ad architettare un piano diabolico, quando il suo progetto viene miracolosamente scelto da un grande studio diretto dal paternalistico architetto Ripamonti (Ennio Fantastichini). Serena e Francesco si troveranno così a dividere e camuffare i rispettivi segreti, fingendo di essere ciò che non sono (dal che il titolo "scusate se esisto"). Solitamente quando si deve scrivere la sinossi del film da recensire, si cerca di condensarla brevemente, lasciando più spazio ad altre informazioni e ai commenti. In questo caso si fatica un poco a ridurre la trama senza nuocere all'interesse nei confronti del film e questo è il segno che perlomeno ci troviamo di fronte a una sceneggiatura degna di tale nome, che cerca di mettere sul tavolo diversi argomenti all'interno di una trama strutturata. E già questo è motivo di merito. La storia è scritta dal regista Riccardo Milani (Benvenuto Presidente) con la collaborazione di Ivan Cotroneo e della stessa Cortellesi (sua moglie nella vita), che anche canta due canzoni della colonna sonora, che è ricca di celeberrime hits. Tranne che per qualche eccesso nella caratterizzazione delle avventure sessuali di Francesco e dell'ambiente famigliare di Serena (mamma apprensiva, zietta di più), la narrazione non calca troppo il pedale del grottesco, raccontando la crescita di un rapporto d'amore insolito che procede con l'accettazione della propria "diversità". Giova al film la buona interpretazione degli attori, oltre ai due ben rodati protagonisti e al sempre valido Fantastichini troviamo Corrado Fortuna, giovane di studio oppresso in quanto anche lui appartenente a una categoria debole, il "giovane" e Lunetta Savino, l'ormai appassita segretaria dell'architetto, sottomessa e adorante. Nella realtà esiste un progetto, firmato pure da un architetto donna, che dovrebbe attuarsi (dovrebbe...) nel 2015 per dotare il Corviale di un minimo di servizi, esteticamente e funzionalmente indispensabili. Ma chissà, bisognerebbe ricordasi di andare a controllare, essere scettici è d'obbligo.

 

Giudizio

  • Una commedia con qualche spessore
  • 7/10