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L’arma dell’inganno Operation Mincemeat

Un depistaggio storico e benemerito

di

Come ha iniziato la sua carriera Ian Fleming, il creatore di James Bond? Da dove ha tratto ispirazione per i suoi romanzi? Il film L’arma dell’inganno – Operation Mincemeat ci dà una risposta, mentre ci racconta un episodio non molto noto della Seconda guerra mondiale, già trasposto su grande schermo nel 1956 con il film L’uomo che non è mai esistito e anche oggetto di un documentario della BBC. Nella primavera del 1943 gli Alleati si preparavano allo sbarco in Sicilia. Temevano però di incontrare una resistenza assai massiccia da parte dei tedeschi, perché quella era in effetti la meta più plausibile per iniziare un’invasione. L’MI5 decide quindi di organizzare un “cavallo di Troia” per i nazisti, un inganno che li distragga dalla Sicilia dirottando le loro forze in un altro luogo. Viene scelto un gruppetto di personaggi di varia estrazione, dei borghesi e dei militari, tutti di sicura fede democratica, anche se qualche sospetto non mancherà, per creare un diversivo valido. L’operazione avverrà al largo delle coste della Spagna, nazione allora neutrale pur essendo sotto la dittatura del fascista Francisco Franco, e dotata ancora di una rappresentanza inglese, che avrebbe potuto sovraintendere alla riuscita del piano. Un sottomarino rilascerà nelle acque il cadavere di un inglese mai reclamato, vestito in borghese e con una valigetta contenente documenti che alludono a uno sbarco in Grecia. Nonostante una lunga serie di estenuanti contrattempi, le carte filano fino al Führer. E la storia è andata come sappiamo. Nella vicenda impressiona come allora fossero infinitamente inferiori i metodi scientifici per smascherare un fake, mentre sembrano più acute le menti dei personaggi addetti a mettere a segno l’imbroglio. John Madden, 73 anni, autore di Shakespeare il Love, Il mandolino del Capitano Corelli, Marigold Hotel, Miss Sloane, confeziona però un compito eseguito diligentemente ma senz’anima. Il film pur appassionante e interessante nell’evolversi fortunoso degli eventi, non riesce a mettere in tensione, oggi è indubbio che siamo abituati a ritmi più sostenuti. Questo nonostante la presenza di un ottimo cast tutto inglese, Colin Firth, Matthew Macfadyen, Jason Isaacs, Kelly Macdonald, interpreti di personaggi che vengono descritti mentre esercitano il loro impegnativo mestiere senza dimenticare di avere anche un cuore, in una solitudine che farà legare tre personaggi in un doloroso triangolo amoroso. Ian Fleming, interpretato da Johnny Flynn, scrive a macchina quasi tutto il tempo, trascrizioni di lavoro o, chissà, appunti per i libri che avrebbe poi scritto. Nel complesso Operation Mincemeat (Operazione carne trita, questo il titolo originale) è un film di spionaggio classico come non usa più e questo è un peccato perché con appena un po’ più di verve sarebbe stato migliore. Dai titoli di coda apprendiamo che nel cimitero di Huelva si trova la tomba di Glyndwr Michael, l’uomo morto due volte, la seconda per la sua patria, che mai ha saputo quale importanza abbia rivestito nelle sorti del mondo. Data la casualità con cui tutto alla fine è andato per il verso giusto, viene da interrogarsi una volta di più sui giochi del Destino, è già tutto scritto o niente è scritto? Ogni tanto per fortuna la Legge di Murphy funziona anche al contrario.

Un po’ spento ma interessante

6