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Oceania: Recensione

di

 Mai oltre il reef

Tanti e tanti anni fa, su una barriera corallina lontana lontana, la tenera piccina Vaiana è l'amatissima figlia del capo tribù di una splendida isola, vero paradiso terrestre dove tutti vivono felici e contenti. Ma stanziali, perché se un tempo erano avventurosi esploratori dell'arcipelago, per misteriosi motivi hanno fatto sparire tutte le loro imbarcazioni e si sono insediati sulla terraferma. Ma Vaiana ha un dono, l'Oceano le è amico, l'acqua gioca con lei, la invita, la accarezza.

E la sostiene, la aiuta. A spiegarle i segreti della sua origine sarà la meravigliosa nonna Tala, che instraderà la tenera ma decisa nipotina sulla strada che il destino ha già scritto. Una carestia, in realtà una maledizione che impedisce alla terra di dare frutti, risale a tanto tanto tempo fa e per spezzarla Vaiana dovrà ritrovare il Cuore di Te Fiti, la Madre di tutte le isole, la fonte della vita, rubato tanto tanto tempo fa da Maui, semidio del vento e del mare. Ma durante lo scontro con il demone Te K? il cuore era andato perduto. Per compiere l'impresa la ragazza è così costretta a trovare il mitico eroe, che si rivela uno spaccone fatuo e vanitoso, che ingaggia schermaglie verbali con uno dei suoi tatuaggi, che gli fa da buona coscienza. Vaiana e Maui, a bordo di una zattera, con la compagnia del buffo gallo rintronato Heihei, dovranno affrontare molti ostacoli fra cui un arrembaggio da parte dei malvagi Kakamora, bizzarre creature mascherate con noci di cocco in stile Mad Max: Fury Road. Messaggio: dove andrai dipende da dove sei stato (tutto conta insomma a formarci) e sarà necessario prendere le distanze dai pur amati genitori, perché troppo limitanti per la propria crescita personale. Troppe canzoni annacquano una trama gradevole e assai ben illustrata (una CG da dieci e lode) ma non particolarmente avvincente (la colonna sonora è firmata da Lin-Manuel Miranda assieme a Opetaia Foa'i e Mark Mancina). La versione italiana con Rocco Hunt e Sergio Sylvestre soffre nell'adattamento in italiano. Angela Finocchiaro dà voce all'eccentrica nonna, paragonabile quanto a messaggi di rottura con il nonno di Miss Peregrine.  Raphael Gualazzi doppia il gigantesco granchio Tamatoa, e Chiara Grispo fa cantare Vaiana (il nome nell'originale era Moana, che significa Oceano in lingua maori, mutato per ovvio problemi di immagine qui in Italia). Quanto a Maui, nessuno ci può consolare per la mancanza dell'originale Dwayne Johnson. Vaiana è il primo film in CG diretto da Ron Clemens, John Musker (Aladin, La sirenetta), che fino alla Principessa e il ranocchio (2009) avevano lavorato con l'animazione tradizionale. Mette in scena sentimento ed ecologia, formazione ed emancipazione, con l'aggiunta di un'ambientazione di grande bellezza, con colori sgargianti e tecnicamente di altissimo livello (l'animazione dell'acqua ha raggiunto vette eccelse), con una trama che alla lontana ricorda il bellissimo film Oceano del nostro Folco Quilici, temiamo introvabile, girato nel 1971, chissà se in Disney qualcuno l'ha mai visto. Oceania è una storia che rimastica personaggi e ruoli già raccontati molte altre volte, sempre all'interno di quel viaggio nell'evoluzione femminile che la Disney ha iniziato verso la fine degli anni '80. Che però si è accentuato, di Principi nemmeno si parla più, di matrimonio, amori o amicizie (come almeno in Fronzen) nemmeno, le ragazze eroine vanno avanti nella vita da sole, esplorano, attraversano oceani, sfidano divinità malvagie di loro iniziativa. Vaiana non deve nemmeno emanciparsi, lei è già a capo della tribù e, una volta cresciuta, la sua lotta è per forzare i limiti, spezzare le linee di confine, emancipare il suo gruppo e far rientrare tutto nel grande cerchio della vita, con l'immancabile discorso del rispetto della Natura. Dopo i successi (meritati) di Zootropolis e Alla ricerca di Dory, proseguendo con l'insistenza e l'estremizzazione di queste eroine femminili, forse si rischia di perdere un po' di pubblico di maschietti.

Quanta carineria

6