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X-Men: L'inizio: Un nuovo, promettente, inizio

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 Nel 2006 la Fox si era affidata a Brett Ratner per mantenere viva la saga degli X-Men, franchise iniziato da Brian Synger nel 2000 ed abbandonato dopo i primi due capitoli. Il risultato di questo nuovo sodalizio è stato X-Men: Conflitto Finale, film poco ispirato che non ha raccolto l’approvazione dei fan e che, soprattutto, sembrava aver definitivamente affossato l’avventura cinematografica dei mutanti inventati da Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni) all’inizio degli anni Sessanta. Ma le risorse di Hollywood si sa, sono infinite e quindi, nel 2009, complice anche il successo di cinecomix come Iron-Man, l’ottimo X-Men: Le origini – Wolverine (di Gavin Hood) riporta in auge il franchise sfruttando la più “scontata” delle idee: il prequel. E la trovata sembra funzionare proprio bene visto che X-Men: L’inizio (atteso tra mille perplessità) è forse il miglior episodio dell’intera saga.
Scritta sviluppando un soggetto di Brian Singer, la sceneggiatura di Jane Goldman, Ashley Miller, Zack Stentz e Jamie Moss ci porta nella Germania nazista del 1944 in cui Erik Lensherr /futuro Magneto (Michael Fassbender) prende coscienza dei suoi poteri a causa della crudeltà del Dr. Schmidt (un sorprendente Kevin Bacon). Contemporaneamente, in Inghilterra, il brillante studente, nonché telepata, Charles Xavier (James McAvoy) comincia ad interessarsi alla razza mutante. Qualche anno più tardi, sarà proprio lui a guidare per conto della CIA, una squadra di “ragazzi speciali” contro i piani criminali del Dr Smith, che ora si fa chiamare Sebastian Shaw. Eric e Charles, però, non condividono lo stesso ottimismo sulla razza umana e, dopo aver sventato una probabile Terza Guerra Mondiale, questa frattura diventa insanabile.
Integrando alla perfezione nella fiction il clima della Guerra Fredda e, soprattutto, la famosa crisi dei missili a Cuba, Matthew Vaughn (Kick-Ass) recupera intelligentemente in nocciolo tematico della saga (la paura del diverso, la paranoia) e, senza dimenticare l’entertainment, tratteggia dei personaggi profondi ed affascinanti. Ad aiutarlo in questa impresa, intervengono le strepitose performance di McAvoy e Fassbender, interpreti dei due personaggi attorno ai quali ruota tutto il film. Ripartendo dall’inizio, inoltre, la pellicola funziona anche per un pubblico non proprio specializzato, che verrà sicuramente spinto a recuperare i film precedenti e, soprattutto, a sperare in un nuovo capitolo. Evento che, visti i risultati al botteghino, non dovrebbe tardare troppo…

Il miglior film della saga

8