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Wolf Call – Minaccia in alto mare

Tu vuò fa’ l’americano

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Wolf Call è un film francese, manca solo Gerard Butler. Che sembrerebbe all’incirca un ossimoro e infatti in sostanza lo è. Era per dire che la storia sarebbe stata perfetta per una certa cinematografia d’oltreoceano, storia di onore e dovere, di regole e coerenza, di uomini e di guerra. Perché siamo in tempo di guerra, nessuna delle due tristemente note del secolo scorso, e nemmeno altre con un nome preciso. E’ una guerra di oggi, nazioni che fanno a spallate in varie zone del mondo, sempre col rischio di premere il bottone sbagliato. Che è ovviamente quello nucleare. Siamo nella base militare di Brest, in Bretagna. Dopo una missione che ha corso il rischio di finire malissimo, l’equipaggio del sommergibile Titan rientra, con tutto il suo carico di uomini normalmente eroici, fra i quali abbiamo conosciuto soprattutto il gentile Chanteraide, dotato di orecchio assoluto. E con un dono della natura di questo genere, quale altro mestiere poteva scegliere se non quello di addetto al sonar, capace di decifrare ogni minimo fruscio sott’acqua, ogni sussurro rimandato dalle correnti. Ma un’altra missione incombe e sarà dramma. I russi che già hanno sconfinato in Finlandia, innervosendo le Grandi Potenze, misteriosamente lanciano da lì un missile a testata nucleare che colpirebbe la Francia. Due sottomarini finiscono coinvolti nel tentativo di opporsi all’incredibile minaccia. Uno è guidato dall’amato comandante Grandchamp (Reda Kateb), ai cui ordini il ragazzo ha fatto la sua gavetta, l’altro ha come comandante D’Orsi (Omar Sy), in precedenza vice proprio di Grandchamp. Su questo secondo sommergibile si imbarcherà anche Chanteraide, insieme a un prode Ammiraglio (Mathieu Kassowitz). Ovviamente questo intreccio di forti e virili legami fra i personaggi avrà un peso determinante sulle sorti di tutti. Il problema principale intorno al quale si sviluppa tutta la parte finale del film, è che da regolamento militare, quando un ordine viene impartito al sommergibile, nessuna comunicazione lo può più raggiungere per evitare inganni e trappole. Ma se davvero ci fosse la necessità di rimediare a un errore? Come andrà a finire, per gli eroici marinai, per noi ignari cittadini? Sembra davvero impossibile che le cose stiano così, eppure tutto il film si avvale di tanti dettagli e discorsi molto tecnici, anche come linguaggio, che ci sembra che fondare l’azione su un falso sarebbe davvero imperdonabile. Però se le cose stanno così, c’è da farci un pensierino. A parte queste considerazioni Wolf Call è un film che si prende molto sul serio, nel suo tentativo di emulare tanti prodotti di genere, senza riuscire però a “europeizzare” in senso positivo una storia che gronda retorica, specie nella parte finale. Unica vera novità, il personaggio di Chanteraide, giovane uomo che ascolta i fruscii delle acque e riconosce il battito di ogni elica, l’impronta sonora di qualunque sommergibile mai esistito, ammantandolo di un’aura quasi poetica. E’ interpretato da un bel ragazzo finora poco notato, François Civil. Dirige con competenza Abel Lanzac, che con lo pseudonimo di Antonin Baudry è anche sceneggiatore di fumetti, autore del sarcastico comic book Quai d’Orsay, da cui Bertrand Tavernier aveva tratto un film nel 2013. Il titolo Wolf call si riferisce al “canto del lupo”, il particolare suono che si propaga quando in acqua vengono immessi i pericolosissimi sonar sottomarini, che intercettano quello che potrebbe sfuggire dalle navi o anche ad altri sommergibili troppo lontani. Come tutti i film ambientati nei sommergibili, Wolf call riesce però a trasmettere l’angoscioso senso di claustrofobico isolamento che si prova, specie quando incombe una minaccia esterna che non si riesce a vedere, che si può schivare solo grazie a sofisticate apparecchiature o anche a un orecchio umano davvero speciale. Il film si apre e si chiude sulla frase di Aristotele “ci sono tre tipi di uomini, i vivi, i morti e quelli che vanno per mare”. Fosse vissuto oggi, crediamo che il filosofo avrebbe aggiunto quelli che vanno per sottomarini, specie davvero a parte.

emulatorio

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