MovieSushi

Venom

Due è meglio di uno

di

Dall’Universo Marvel non-Disney, prodotto da Columbia/Sony e distribuito da Warner (e attenzione nei titoli di testa al nome del colosso multimediale cinese Tencent), arriva sugli schermi un “cattivo”noto ma non notissimo, avversario dell’Uomo Ragno, ideato negli anni ’80 da David Michelinie, con i disegni di Todd McFarlane. Ma con un trattamento ben lontano dalla pagina scritta. A dirigere è Ruben Fleischer, dopo Zombieland e molte serie tv, mondo dal quale provengono anche i quattro sceneggiatori, tutti onesti artigiani del settore. A San Francisco, Eddie Brock (Tom Hardy) è un giornalista d’inchiesta, ma non uno di quelli tipo Watergate, lui è un giornalista d’assalto dei tempi di Internet, che se ne va in giro in moto a girare filmati con il suo cellulare, piccole inchieste locali, scandali di basso livello. Ma le sue mire si appuntano sul miliardario Drake (Riz Ahmed), che aveva inviato nello spazio l’astronave Life per recuperare da una cometa degli organismi alieni, per sue folli mire. E qui si compie lo spoilerato crossover con il film Life (che era scritto da Rhett Reese e Paul Wernick, autori di Benvenuti a Zombieland e Deadpool, per cui si resta in famiglia), in cui nel finale a essere “posseduto” dal feroce organismo alieno era stato Jake Gyllenhaal (che qui non compare). Altri organismi però erano stati “inscatolati” e Drake vuole provare a ibridarli con degli umani. Quando Eddie si introduce clandestinamente nei laboratori, finisce casualmente “infettato” da uno dei campioni e si tramuta in Venom. Se fino a questo momento riassunto e film potevano sembrare una cosa “seria”, da qui in poi il film cambia abbastanza bruscamente di tono, con i primi surreali ma comici dialoghi nella testa di Eddie fra se stesso e la creatura, dotata di un vocione e di un discreto sense of humor. Dato che Eddie non è un eroe, è solo un uomo come tanti che cerca di fare la cosa giusta senza rimetterci la pelle, il “parassita” (guai a chiamarlo così, si offende), anche lui un tizio in fondo “normale”, resta come contagiato dal suo “ospite”, trovandosi bene con lui e instaurando una proficua collaborazione, dopo qualche malinteso iniziale. L’incrocio darà luogo a un’entità diversa da entrambi i singoli componenti, producendo un giustiziere e non solo un famelico predatore. Uniti dovranno lottare contro Drake che, a sua volta posseduto, sta per lasciare la Terra per andare a prendersi una caterva di altri simbionti da riportare sulla Terra, dove farebbero allegro banchetto di tutta l’umanità. Non che questa non se lo meriti, perché di sporcaccionate sul bel pianeta ne ha fatte anche troppe. Hardy e il simbionte finiscono per formare un duo comico che al di là dei coordinati momenti d’azione, trova la sua parte migliore nei momenti di dialogo, come se il Dottor Jekyll si ritrovasse a litigare con un irrefrenabile Hyde. Intendiamoci bene, non siamo in un film come gli Avengers, in cui la sostanziale drammaticità della storia viene mitigata punteggiandola di battute e situazioni comiche atte ad alleggerire. Qui tutta la narrazione non ci prova nemmeno a essere drammatica, ma la butta volutamente sul comico. O almeno crediamo, altrimenti vuol dire che hanno sbagliato tutto. In questo modo spiazza anche la scelta di Tom Hardy, uso a personaggi di spessore anche tragico, che qui invece si trova benissimo a fare il finto duro prima, poi lo sconvolto “portatore sano” di un mostruoso essere dotato di super-poteri, perennemente affamato, che pure prova interesse per la sua ancora amata ex ragazza (un’anonima Michelle Williams). Nella prima delle due scene nei titoli di coda, fa la sua comparsa Woody Harrelson, intrigante come sempre, nel ruolo di Cletus Kasady (Carnage), che avremo il piacere di incontrare nell’atteso sequel. Alla fine invece c’è la più lunga scena post-credits della storia, quasi un corto in animazione a riagganciare Venom a Peter Parker, che fino a quel momento un profano nemmeno avrebbe pensato si conoscessero.

Spassoso

6