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Un piccolo favore

Segreti e bugie

di

Stephanie, giovane mamma single in quanto vedova, perfettina e insicura, vlogger a tempo perso ma con ambizioni di successo, nella scuola che frequenta il suo piccino si affanna per fare tutto al meglio, spietatamente criticata da un “coro” di cinici e nullafacenti genitori. Un giorno, come una cometa nel buio dei cieli, si materializza la bellissima Emily, donna in carriera, disinvolta, trasgressiva, elegantissima, incurante di un mondo che le arriva sì e no alla caviglia. Stephanie resta folgorata e si lascia intortare (pensa lo spettatore), facendosi usare come babysitter gratuita dalla bellissima, accontentandosi in cambio della frequentazione marginale della sua stupenda casa, a colpi di Martini molto secchi. Dove ogni tanto torna il bel marito Sean, un tempo scrittore di successo, ora solo professore di liceo, ma appassionato, gentile, innamoratissimo. Quando un giorno Emily, che svolge misteriose mansioni per l’azienda di un celeberrimo e bisbetico stilista, svanisce, Stephanie non si rassegna e dal vivo e sul suo vlog, si lancia nella ricerca di quella che ritiene la sua unica grande amica. In quest’assenza intanto accudisce amorosamente il figlio di Emily e Sean, che sembra apprezzare molto tutte quelle doti “femminili” (casa in ordine, tavola imbandita di manicaretti, figlioletto seguito amorosamente), cui aveva rinunciato, travolto dalla personalità anticonformista di Emily. Nel frattempo Stephanie inizia a godere di un’inattesa visibilità, dopo essere stata derisa e sottovalutata da tutti. Ma chi era realmente Emiliy, così sfacciata, arrogante, e chi è realmente Stephanie, tanto riservata e timida? Segreti ne hanno entrambe, ma quali? Novella Rebecca (quella di Dafne Du Maurier), Stephanie non smette di indagare. Tratto dal romanzo di Darcey Bell, ispirato a una storia vera, il film è diretto da Paul Feig, amante dei personaggi femminili (Nurse Jackie, Weeds), su sceneggiatura di Jessica Sharzer (produttrice e scrittrice di molti episodi di American Horror Story) e racconta una storia di “sorellanza” diversa dalle sue solite (Le amiche della sposa, Corpi da reato, Spy, il Ghostbusters del 2016). Molto ben scelte le due protagoniste, Blake Lively di bellezza e classe aliene, ironica e inquietante e Anna Kendrick, sempre perfetta per ruoli da rigida complessata, mai del tutto oca però. Il marito è affidato al quasi esordiente Henry Golding, la cui poca espressività forse è voluta. Una volta di più si mette in scena quella vita da sobborgo in cui ci si dovrebbe ritemprare dalle fatiche del lavoro in città e diventa invece inferno, ricettacolo di frustrazioni e invidie quando non peggio, con le desperate per le quali l’erba del vicino è sempre più verde. Anche se non si arriva ai livelli delle terribili mamme di Big Little Lies, questo Piccolo favore si rivela un buon misto fra commedia nera e thriller vero (perché ci incuriosisce del mistery), spiritoso e grottesco anche quando potrebbe diventare drammatico. Il tutto sulle note dell’originale colonna sonora fatta di canzoni francesi, passione della sfuggente Emily.

Un thriller originale

7