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Un nemico che ti vuole bene

Chi ci vuole bene veramente?

di

Quanti nemici pensiamo di avere intorno a noi, che ci remano contro, che approfittano di noi, che fingono di amarci e stimarci, che sperano nella nostra rovina? E siamo capaci di individuarli, di proteggerci da loro? E se qualcuno ci garantisse la loro indolore eliminazione, senza conseguenze per noi, che faremmo? Spunto narrativo interessante, immaginiamo che già qualche lettore potrebbe avere iniziato a stilare una sua lista. La storia in realtà appartiene al regista polacco Krzysztof Zanussi, una storia che si dice essere vera, che l’ha raccontata al regista italo-svizzero Denis Rabaglia. In una notte buia e tempestosa lo stimato e benestante professore di astrofisica Stefanelli incappa in un uomo ferito, che si rivela essere un killer. Un po’ per senso di umanità, un po’ perché non può fare diversamente, lo cura e il giovane uomo in cambio promette che gli ammazzerà gratis il suo più grande nemico. Figurarsi, Stefanelli di nemici non ne ha, così dichiara sicuro di sé. Ma giorno dopo giorno, mentre il killer, momentaneamente disoccupato, gli ronza intorno, tutto sommato allegro e spiritoso nonostante il cupo mestiere, il professore sembra guardare per la prima volta con sguardo limpido le persone che lo circondano. La sua famiglia allargata che sembra stare insieme solo per sfruttarlo, un fratello ambiguo, la vecchia madre egoista, un collega trombone, un rettore disonesto, un assistente interessato. Tutti vogliono qualcosa da lui, nessuno rende nulla in cambio. L’uomo, tormentato dai dubbi, non può che continuare a cambiare posto ai nomi scritti nella sua lista. Avrà forse ragione il giovane, esuberante libero professionista, che si è insinuato nella sua esistenza monotona? Dopo un inizio intrigante, la narrazione purtroppo rallenta, lo humor diventa sempre più cool, raffreddando ogni passaggio, per arrivare a una conclusione semplicistica, banale. Come se tutto si adeguasse al personaggio principale, al suo aplomb, che se non è quello voluto dalla sceneggiatura, è quello di Diego Abatantuono, che qui ci regala indubbiamente una recitazione “seria”, per niente farsesca o sopra le righe, rendendo però il suo personaggio troppo monocorde per essere un uomo che in così poco tempo subisce una tale epifania complessiva. Quindi Il nemico ti vuole bene non è un film spiacevole, ma non è nemmeno del tutto riuscito, andando pure ad arenarsi in un finale all’acqua di rose. Forse un poco di maggiore cattiveria non avrebbe guastato. Ma forse siamo noi ormai a essere stati resi troppo sanguinari dai tempi in cui viviamo.

Troppo buono

6