MovieSushi

Un’avventura

Le canzoni di Battisti raccontano

di

Fine anni ’60, Matteo e Francesca si amano, nella tranquilla cittadina pugliese dove sono sempre vissuti. Ma spira un vento di innovazione e Francesca parte per girare il mondo. Matteo resta ma non la dimentica. Lei torna, e torna diversa, più libera e affascinante, si rimettono insieme e si trasferiscono a Roma in cerca di una carriera diversa, di una vita migliore. Lei nella pubblicità, lui, ex meccanico con la passione per la musica, come autore di jingle pubblicitari. La vita li allontanerà, li rimetterà insieme, ancora li dividerà, fra gioie e dolori. Forse li riavvicinerà. Chi lo sa, la vita è tutta un’avventura. Fra pulsioni libertarie, realizzazione dei propri sogni, difficili equilibri di coppia, la storiella romantica ed elementare, narrata nel film di diretto da Marco Danieli (La ragazza del mondo) e scritto da Isabella Aguilar (In fondo al bosco, The Place e varie serie tv) si esaurirebbe qui. Non fosse che lo sviluppo dell’azione è scandito da alcune fra le più belle canzoni di Lucio Battisti, occasione unica di riascoltarle su grande schermo, dato il noto ferreo controllo cui sono sottoposte. Ma c’è stata la collaborazione con Mogol e questo deve essere bastato per liberarle. Senza scomodare paragoni inarrivabili (come in Moulin Rouge il procedimento è lo stesso, si prende un certo numero di canzoni dai testi attinenti alla trama e su quelli si costruisce il film, anche se lì si era pescato in un repertorio di vari autori), Un’avventura è un curioso misto. Guarda infatti a modelli anglosassoni (pensiamo ad Across the Universe costruito sulle canzoni dei Beatles o Mamma mia! per gli Abba) e si ibrida con i famigerati musicarelli italiani degli anni ’60, come già si era detto per Questo piccolo grande amore, film sulle canzoni di Baglioni, altro esperimento decoroso ma non entusiasmante. Impropri sono eventuali paragoni con La La Land, vista la storia di un amore contrastato, perché in quel caso le musiche erano originali. Il film si può anche considerare un musical (genere notoriamente poco amato dalle platee nostrane), in cui al momento giusto l’azione viene interrotta (e commentata, spiegata) dalla canzone con il testo appropriato. Le scelte scenografiche a volte kitsch le prendiamo come voluto citazionismo e non come mancanza di fantasia. Le semplici coreografie di alcuni pezzi sono di Luca Tommassini. Le canzoni sono arrangiate da Pivio e Aldo De Scalzi, due compositori di indubbia qualità, che hanno scritto anche alcune musiche originali. La sorpresa più bella del film è Michele Riondino che recita come è il suo standard, balla dignitosamente e canta benissimo (le canzoni di Battisti non sono facili quanto a tonalità), in modo così inaspettato da stupire davvero. Non del tutto all’altezza Laura Chiatti, volonterosa anche lei, ma appena a livello basico come esecutrice musicale.

Un curioso esperimento

6