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Transformers: La vendetta del Caduto: Caduto... su un effetto speciale

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Squadra che vince, non si cambia. E probabilmente sarà questo che garantirà il successo a Transformers - La vendetta del Caduto, atteso sequel del film che due estati fa trionfò ai botteghini di tutto il mondo.

Il modo in cui Michael Bay struttura la pellicola è infatti pressochè identico al primo episodio: un forte incipit che pone le basi per lo sviluppo della linea narrativa principale, una parte iniziale quasi comica incentrata sui drammi personali del protagonista (uno Shia LaBeouf alle prese con il college e col distacco dalla sua realtà familiare e sentimentale), il progressivo coinvolgimento dei protagonisti in una guerra di robot e il lunghissimo scontro finale. Lo spettacolo sembra dunque lì pronto per essere goduto proprio come due anni fa. E invece la struttura inizia pericolosamente a vacillare subito dopo la prima oretta scarsa, divenendo estremamente confusa, caotica, macchinosa nel ritmo e davvero fin troppo prevedibile nello sviluppo della trama.

Michael Bay dovrebbe probabilmente prostrarsi di fronte all'eccezionalità degli effetti speciali della Industrial Light & Magic di George Lucas, che da soli si fanno carico delle sorti di battaglie e scene d'azione stilisticamente alla deriva, mai così poco omogenee, noiose, totalmente prive di dinamismo (che, per la cronaca, non è sinonimo di velocità) e con una macchina da presa che non sa mai dove andare e che si muove a casaccio in cerca solo dell'inquadratura più ampia che  permetta agli effetti visivi di fare il loro "sporco" lavoro.

Il film probabilmente piacerà ai fans dei Transformers, ma una pellicola non si realizza per una ristretta cerchia di ammiratori e si presume che venga invece indirizzata ad un pubblico indifferenziato, il quale vorrebbe godersi un bello spettacolo di qualità invece che un'anonima passerella (tra l'altro interminabile) di robot lucenti e nuovi di zecca, neanche fossimo davanti ad una sfilata di moda o ai consigli per gli acquisti della Hasbro. Ciò rende questo film un'operazione molto furba e poco onesta, che non fa altro che reiterare per l'ennesima volta quel modello eroico/machistico dell'immaginario americano che ha tanta presa sul pubblico e che Bay ha sempre saputo sfruttare al meglio (di questo gliene va dato atto).

Transformers - La vendetta del Caduto è così il suo ennesimo giocattolone, all'interno del quale si fa ricorso anche all'ormai abusata moda hollywoodiana di inserire nei film citazioni di ogni tipo (ce ne sono da I Gremlins di Joe Dante fino a King Kong). Quando poi si vedono oggetti alieni precipitare come gli asteroidi di Armageddon e navi affondare come quelle di Pearl Harbor, viene da chiedersi se il regista si stia autocitando o abbia definitavemente perso ogni barlume di originalità. E allora, tanto per distogliere dal sospetto, giu con effetti speciali su effetti speciali, fino alla nausea e all'indigestione. E alla fine il troppo stroppia.

Esagerare o mostrare la propria inconsistenza? Questo è il dilemma di Michael Bay, che comunque alla fine ha giustamente optato per il minore dei due mali.

Orgia di effetti speciali, che non hanno pietà nemmeno per le piramidi egizie... che alla fine fanno più pena di Optimus Prime.

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