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Thor: La vita dura di un re esiliato

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 Dopo una lunga attesa carica di aspettative, ecco arrivare sugli schermi di tutto il mondo Thor, ennesimo comix dell’Universo Marvel adattato per il cinema. I dubbi maggiori, soprattutto dei fan “duri e puri”, erano legati alla scelta del regista: un Kenneth Branagh che, famoso per il suo rapporto privilegiato con l’opera di Shakespeare veniva chiamato, per la prima volta, a cimentarsi con un blockbuster fantastico da 150 milioni di dollari. E, nonostante gli inevitabili commenti negativi dei soliti “puristi del fumetto”, il regista inglese è riuscito a confezionare un film divertente, ritmato e, soprattutto, coinvolgente.
La storia, basata su oltre quarant’anni di albi a fumetti (Thor nasce, infatti, nel 1962) racconta del rapporto tra Odino (Anthony Hopkins) e i suoi due figli Thor(Chris Hemsworth) e Loki (Tom Hiddleston), uno solo dei quali potrà succedergli diventando Re di Asgard. Il prescelto sembra essere Thor ma, a causa della sua smania di muovere guerra ai giganti di ghiaccio del regno di Jotunheim, viene privato dei suoi poteri ed esiliato sulla terra dove l’ex Dio si innamora della scienziata Jane Foster (Natalie Portman). Nel frattempo, ad Asgard, Loki trama per diventare Re ed impedire il ritorno del fratello. A differenza di quanto fatto nella sua versione cinematografica di Frankenstein, Branagh non si prende troppo sul serio e, anzi, sembra volersi divertire con il genere. Questo tipo di approccio ha giovato sicuramente ad un film che, nonostante qualche difetto - qualche personaggio non troppo riuscito e la recitazione monocorde di Hemsworth che, nonostante Branagh abbia dichiarato di averlo preparato “facendogli recitare dei passi da L’Enrico V”, risulta abbastanza “lesso” - centra appieno quello che, probabilmente, era l’obiettivo primario: l’entertainment. Anche dal punto di vista degli effetti speciali (ormai predominanti in produzioni come queste) non ci si può lamentare, soprattutto a proposito dell’affascinante ricostruzione del Regno di Asgard, un intero pianeta caratterizzato da un architettura che trasuda magico minimalismo da tutti i pori. Sul 3D, invece, non ci pronunciamo visto che, potendo scegliere, abbiamo preferito, almeno per una volta, la cara e vecchia bidimensionalità.

divertente e coinvolgente

7