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Thelma

Infinite sono le vie del Signore

di

Thelma è una giovane donna ai suoi primi passi all’Università di Oslo. Una ragazza per bene, solitaria, riservata, abituata a passare inosservata. Ogni tanto però, in momenti di particolare emozione, cade preda di convulsioni e inizia un percorso di esami medici. Sappiamo solo che alle spalle ha due amorevoli genitori, che però da cristiani strettamente osservanti quali sono, l’hanno educata con eccessiva fermezza. Nel frattempo, Thelma incontra Anja, una ragazza normalmente vivace che a lei sembra un faro di trasgressività e si illude di poter vivere come i suoi coetanei, impara a bere un po’ di vino rosso, dice qualche parolaccia, fuma una canna. Ma sarà la scoperta della sessualità a devastarla, oltre tutto nei confronti proprio di Anja. Le fiamme dell’Inferno crepitano vicine. Quando si spezzano così bruscamente certi schemi, si rischia di mettere a rischio le intere fondamenta di una personalità, per di più fragile, già segnata da un’infanzia che poco alla volta si svela non proprio serena. Gli scrupolosi esami cui è sottoposta escludono la malattia e quindi resta il mistero sulla causa delle crisi, durante una delle quali avviene qualcosa di sorprendente anche per la stessa ragazza. Un passato di oscurantismo sembra ancora all’opera, perché Thelma durante le analisi scopre particolari inquietanti sulla propria famiglia, sul proprio passato. Il film diretto da Joachim Trier, dopo gli interessanti Oslo, 31. august e Segreti di famiglia, conferma le sue capacità, il suo stile, una piccola storia criptica che rimanda ad antichi studi (e antichi pregiudizi) sull’isteria femminile così come a trattamenti più “pop” come la Carrie di King/De Palma. Thelma, che non manca di sottolineare il molto nordico distacco fra adulti e ragazzi, tra genitori e figli, è un freddo eppure coinvolgente thriller psicologico, una storia di formazione dolorosa, un horror sovrannaturale anomalo, un atto di accusa nei confronti del fanatismo che genera mostri, benissimo girato sulle note suggestive di Ola Fløttum, e interpretato con finezza da Eili Harboe. Forse le streghe esistono ancora, sono sempre esistite, ma sono solo malvagie o possono anche compiere miracoli? Ci sono più cose in cielo e in terra…

Femminista in fondo

7