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The Prodigy

Madre Coraggio

di

Cosa non è capace di fare una mamma per la salvezza del figlio? Di tutto, a quanto sembra, anche a danno di altri innocenti. Il piccino Miles, figlio assai desiderato e amato, crescendo dimostra insolite capacità intellettuali ma anche un carattere strano, gli specialisti inizialmente ritengono la cosa positiva, poi iniziano anche loro a preoccuparsi. Dato che tutto si capisce nel giro di pochi minuti, non è spoiler rivelare che Miles è in realtà posseduto da una misteriosa entità, che lo manovra a tratti come un burattino. La cosa viene diagnosticata velocemente da un dottore che ha già avuto conoscenza di questi fenomeni, differenti dai soliti. Si cerca infatti di svecchiare il tema della possessione tirando in ballo non Satana ma la reincarnazione, qui ad opera dello spirito di un serial killer sadico e feroce che incontriamo nel prologo del film. Cosa può fare la povera mamma mano a mano che la personalità malvagia sta prendendo il sopravvento su quella del suo dolce figlioletto? Niente di nuovo sotto il sole, anche questa volta, purtroppo. Non che non si facciano un paio di “salti sulla poltrona”, e non solo grazie ad effetti sonori, ma proprio perché in due circostanze almeno il trucchetto si basa su elementi disturbanti, e si ha pure coraggio di un finale nero. Però se ne esce ugualmente insoddisfatti, sempre alla ricerca come siamo di qualcosa di nuovo, di meno banale, di più sottilmente inquietante (mentre qui in un paio di occasioni si tocca il grottesco). Questo dipende anche dalla scelta del ragazzino Jackson Robert Scott (in It era il tenero Georgie), che delicato e fragile quando è se stesso, non riesce mai a essere inquietante come dovrebbe quando è “posseduto”. Terribile il suo doppiaggio italiano, inoltre. Meglio la povera mamma, che è Taylor Schilling (Mercy, Orange Is the New Black). Compare di sfuggita Colm Feore, faccia nota.

deludente

5