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The Nest – Il nido

Amore vuol dire protezione?

di

C’è una tenuta, persa in mezzo alle campagne verdissime, con una magione ricco-borghese che sembra un piccolo castello, circondata da lussureggianti boschi, lambita da un paio di idilliaci laghetti. Una donna da sola domina su quel piccolo regno, accudita e servita da persone di totale fedeltà, votate a una causa misteriosa. La regina di quel regno isolato ha un principino, ma sventurato, perché quando era piccino era rimasto coinvolto in un incidente che gli aveva spezzato la schiena, riducendolo sulla sedia a rotelle. Samuel, questo il suo nome, è cresciuto accudito con amore da tutti, educato nel modo migliore, anche se troppo solo e isolato. Perché questo luogo sereno e immobile nasconde dei segreti che, mano a mano che la narrazione procede, si fanno sempre più minacciosi, inquietanti, sanguinari. Una ragazzina arriva, portata da un vecchio amico morente, e resta ad occuparsi della casa, del ragazzo. E nasce un’amicizia, un’attrazione, pericolosa però, perché la ragazza conosce il mondo esterno e vorrebbe tornarvi. E Samuel è tentato da tutte queste novità, stanco della mortifera solitudine della sua casa dove tutto è perfetto, tutto controllato. Quali misteri si nascondono nella tenuta, quali segreti nasconde la madre, chi sono i suoi pochi seguaci e perché le sono tanto fedeli? The Nest, Il nido, è un piccolo horror nostrano, che incuriosisce nel suo svolgimento, con una narrazione efficace nella sua sobrietà, mentre semina pochi indizi per non far arrivare lo spettatore troppo presto alla conclusione. Dove sta la mostruosità della situazione, dentro o fuori dalla villa, chi sono i buoni e chi i cattivi, e soprattutto, perché? Al di là della godibile conclusione sul versante horror, il film si presta naturalmente a una lettura più metaforica, che allude ai rapporti famigliari, al desiderio di protezione, alle speranze, alle illusioni che ferocemente continuiamo a nutrire, anche quando dovremmo arrenderci. É sempre giustificato il terrore con cui guardiamo al mondo esterno o in nome della protezione del nostro habitat è lecito compiere qualunque gesto? Il film ha come interpreti principali il bravo Justin Korovkin, 12 anni, affiancato dalla giovane Ginevra Francesconi. La madre-padrona è una sobria Francesca Cavallin. Dirige Roberto De Feo, dopo un paio di corti, che anche scrive insieme a Margherita Ferri e Lucio Besana questa storia in equilibrio fra horrror e romanzo di formazione, dichiarando debiti di riconoscenza nei confronti di The Others e The Village (ma riuscendo a restare personale e originale). The Nest si avvale anche della bella fotografia di Emanuele Pasquet, con una cura visibile nelle inquadrature, delle suggestive scenografie di Francesca Bocca, accompagnato dalle giuste musiche del nostro Theo Teardo, uno dei nostri migliori compositori. La bellissima tenuta si trova nel Parco Nazionale La Mandria vicino a Torino, luogo affascinante ma semidistrutto dall’abbandono, recuperato nei limiti del possibile dalla troupe nel tempo della lavorazione.

interessante

7