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The Karate Kid: la leggenda continua: Karate Kid: continua la "leggenda" dei remake

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L'ennesimo remake ispirato ad una pellicola mito degli anni '80, porta la firma di Harald Zwart e vede nel cast Jaden Smith, il figlio di Will Smith. Le premesse perche sia solo un flop ci sono tutte: il milionesimo remake di cui non si sentiva il bisogno, una trama scontata frutto di una sceneggiatura già esistente, che per essere adattata ai tempi moderni finisce con l'essere mutilata nelle sue parti migliori.
Il fatto è che in questo The Karate Kid: La Leggenda Continua, sarebbe fin troppo facile centrare l'attenzione sugli aspetti negativi, quando qualcosa di positivo su cui puntare l'attenzione, se si analizza fino in fondo il prodotto made in Usa, lo possiamo trovare. Gli attori protagonisti prima di tutto. Jaden Smith, che prende il posto di Ralph Macchio, interpreta un personaggio molto più giovane rispetto all'originale, un bambino delle scuole medie contro un liceale che ha appena preso la patente, e lo fa con la massima disinvoltura e attenzione possibile. Risulta divertente, credibile, simpatico e promette di poter seguire con successo le orme del papà Will. Jackie Chan veste i panni che nel 1984 furono di Noryuki Pat Morita e che gli valsero anche diversi importanti premi cinematografici tra cui una nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista. Quella del maestro Han è una figura dura, riflessiva, estremamente drammatica e commovente. Chan centra in pieno l'obiettivo e finisce con l'essere la sorpresa più bella di tutto il film.

Proprio il rapporto che instaurano all'interno della storia Jaden Smith e Jackie Chan finisce con l'essere la parte più importante di tutta la sceneggiatura. L'amicizia che col tempo si tramuta in affetto paterno, tra un ragazzo che non ha mai conosciuto suo padre e che si trova in un paese nuovo di cui non parla neanche la lingua e un anziano maestro di Kung Fu che ha perso il figlio in un'incidente stradale, finisce con l'essere così emozionante e trainante da smuovere i sentimenti anche dello spettatore più freddo. Di buon livello anche la fotografia e le scenografie. La Cina viene mostrata in ogni suo aspetto, dalle zone più povere della città a quelle più ricche ed imponenti, fino alla incredibile e meravigliosa Città Proibita di Pechino. Le scene di lotta fanno pensare ad un misto tra i film di Rocky Balboa e quelli di Mortal Kombat e per quest'ultimo aspetto appare fin troppo chiaro che dal film verrà ispirato qualche videogioco oltre a non essere proprio cosa per i palati più fini. Ultima nota: ci stiamo ancora chiedendo come mai se il film si chiama Karate Kid i protagonisti fanno uso dell'arte del Kung Fu, cosa che viene anche più volte sottolineata all'interno dei dialoghi. Se trovate una risposta sensata fatecelo sapere... noi chiudiamo restando nel dubbio.
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