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The Founder: Recensione

di

Tutto per una polpetta

The Founder è un film interessante e istruttivo, educativo quasi, a patto di leggerlo senza pregiudizi moralistici, senza "buonismi" anacronistici. Interessante perché racconta una storia poco nota riguardo ad uno dei marchi più noti nel mondo, McDonald. Istruttivo e quasi educativo, perché mette in scena senza manicheismi due diversi tipi di aspiranti capitalisti, due dal volto e dalla dimensione umana, e uno di quelli arrembanti, di quelli con il coltello fra i denti, che tacciare di "gekkiana" avidità sarebbe facilissimo.

Ma anche lui aveva il suo perché. Nel 1954, mentre il boom economico cominciava a diffondersi in un paese che ancora faceva i conti con il dopo guerra, con la disoccupazione aggravata da quel senso di sconfitta personale tipicamente americano (se non ce la fai è colpa tua e basta), Ray Kroc (Keaton) si trascinava lungo le lunghe strade del suo paese cercando di vendere pesanti frullatori multipli a locali e ristoranti. A ormai 52 anni, dopo tanti entusiasmi, tanti progetti promettenti finiti in nulla, una moglie ingrigita nella sua amarezza, Kroc si rendeva ben conto di avere il tempo contato per il colpo di fortuna che tutti gli aspiranti uomini d'affari sono convinti di incontrare prima o poi. 
Kroc lo incontra quando per lavoro fa la conoscenza con i McDonald, Dick (Nick Offerman) e Mac (John Carroll Lynch), due fratelli che anche loro ci avevano provato, avevano fallito e ci avevano provato ancora. E questa volta con grandissimo successo. Avevano avuto la luminosa intuizione per un modo diverso di somministrare il cibo, veloce come servizio, sicuro quanto a qualità, garantito come marchio. Kroc riesce a mettersi in affari con loro e si butta a capofitto nell'attività, aprendo un altro locale in una forma pionieristica di franchise, e altri ancora facendone aprire a gente che recluta nella massa di disperati che affollano i suoi incontri pubblici. Ma le difficoltà sono subito enormi, i due fratelli rifiutano pervicacemente ogni compromesso, ancorati a una concezione affaristica dure e pura, ma anacronistica. E quando Kroc si trova personalmente in difficoltà, i due invocano una rigida applicazione del contratto originario. Ai piedi degli archi dorati creati da Mac c'è sicuramente una pentola d'oro. Ma chi sarà capace di andare a prendersela? Nuova grande prova per Michael Keaton, attore che sta vivendo una seconda giovinezza professionale, grazie a ruoli ben scelti. I fratelli sono affidati a due facce notissime nelle serie tv di qualità, Nick Offerman e John Carroll Lynch. Le donne della vita di Kroc sono Laura Dern e Linda Cardellini. Patrick Wilson è un ambizioso ristoratore. Grazie a un incontro fortunato (ma Kroc aveva fra i suoi meriti quello di saper ascoltare gli altri), l'uomo comprende che i soldi si facevano in minima parte con le polpettine di carne schiacciate. Quello che aveva valore era il terreno su cui nascevano sempre più negozi (non conta quanto vale l'hamburger, conta quanto vale il pezzo di terra su cui viene cucinato). The Founder mette in scena tre eroi, due che sembrano positivi, legati a valori forse antiquati ma certo lodevoli, e uno che sembra l'uomo nero, lo squalo, l'avido profittatore, il cuculo che nidifica in casa altrui e caccia i legittimi proprietari. Ma sarebbe forse bastata un poco di maggiore elasticità, di minore intransigenza da parte dei due troppo rigidi piccoli imprenditori per superare la crisi dei rapporti. A vantaggio di tutti, senza troppi danni per il consumatore. Non è detto però che in questo modo Kroc avrebbe saziato il suo appetito, perché era superiore comunque come imprenditore, più flessibile, più coraggioso e disposto a rischiare. Ma il film non si schiera, lascia allo spettatore il giudizio (leggere anche le didascalie sui titoli di coda), da formulare appunto come dicevamo, senza pregiudizi moralistici, senza "buonismi" anacronistici. Meditiamo, insomma.

 

 

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7