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Teen Spirit – A un passo dal sogno

Basta il talento?

di

Violet è una diciassettenne che vive nell’Isola di Wight (luogo reso noto dal mitico raduno del 1968), oggi solo un posto isolato, spento, vuote campagne e pub e nessun futuro per nessuno. Violet ha una madre ancora giovane, severa per reazione agli errori commessi, bigotta e intransigente. Il padre se ne è andato, la fattoria va avanti a stento, Violet studia e lavora per contribuire al bilancio famigliare. Sola e infelice, ha un sogno: cantare. Dotata di voce e bellezza, riesce a iscriversi a una selezione di Teen Spirit, una specie di X Factor. Per partecipare, con l’assoluta ostilità della madre, si vede costretta a ricorre a Vlad, un mezzo barbone del posto, un ex cantante lirico di origine slava, che ormai decaduto passa il suo tempo a ubriacarsi al pub. Sarà la sua scelta migliore. Scala le semifinali, approda a Londra, dove dovrà affrontare tante prove, vera Alice in un paese che sembra pieno di luccicanti meraviglie. Sarà tentata dalle solite sirene dell’ambiente, un contratto a scatola chiusa, un odioso divetto. Intanto al paese è diventata una vera celebrità e tutti tifano per lei, madre compresa. Ce la farà e che futuro l’attende? La storia raccontata in Teen Spirit sembra un collage di ogni altra storia mai raccontata, sulla difficile scalata al successo per chi arriva da basso, pur dotato di doti artistiche indiscutibili e si sa bene che solo uno su mille ce la fa. Purtroppo tutto è troppo prevedibile, scontato, per nulla appassionante (e non dubitiamo che questa sia una specie di strada obbligata, inevitabile). Inoltre (ed è la cosa più grave) le musiche che accompagnano le esibizioni di Violet sono canzonette proprio da contest, si orecchia solo una cover di Little Bird, il resto non riesce a far capire perché dovrebbe primeggiare Violet piuttosto che qualcun altro. Elle Fanning è sempre deliziosa e pure canta bene, ma appare un po’ spenta e atona nella sua infelicità. Zlatko Buric intepreta il vecchio, stazzonato Vlad, personaggio appena accennato, scontato pure lui, così come la perfida produttrice di Rebecca Hall. Teen Spirit è scritto e diretto da Max Minghella, figlio del regista di Il paziente inglese e a sua volta attore, notato nel cast di The Handmaid’s Tale (dove è Nick), originario proprio dell’Isola di Wight dove ha mosso i suoi primi passi artistici, in uno di quei cortocircuiti di cui si nutre spesso l’immaginario. Ma non riesce a diventare una convincente storia di formazione e nemmeno un quadro dell’ambiente dei talent spietati, dove tutto ha fini commerciali, ogni personaggio è visto come un prodotto da vendere bene nel minor tempo possibile. Perché tanto domani ne arriverà un altro da sfruttare.

incolore

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