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Sulle ali dell’avventura

Chi salva un’oca salva il mondo

di

La storia raccontata nel suo ultimo film da Nicolas Vanier, documentarista e regista di Belle & Sebastien, si svolge fra il sud della Francia, la Camargue, dalle paludi ricche di biodiversità sempre a rischio bonifica, e il nord della Norvegia, oltre il circolo polare artico. Il protagonista è Thomas, ragazzo un po’ viziato di madre divorziata, addicted ai videogiochi, disinteressato al mondo degli adulti, che pare lo abbia sempre deluso. Per problemi lavorativi della madre, viene affidato per qualche settimana al padre Christian, che ha perso di vista da tempo, un ornitologo appassionato alla sopravvivenza di certi ambienti naturali e delle specie che lo abitano. Christian infatti sta organizzando “l’educazione” di uno stormo di oche selvatiche in via di estinzione, ai cui piccoli vuole insegnare il percorso migratorio. Le farà nascere in Francia in incubatrice, per poi trasferirle nella parte a nord della Norvegia, da cui le oche poi ritorneranno in Camargue, seguendolo in volo sul suo deltaplano a motore. Inutile dire che l’apatico ragazzo si appassiona al progetto del padre, diventano a sorpresa il motore principale dell’impresa. Che incontra molti ostacoli burocratici nel suo svolgimento, il cui superamento farà diventare Thomas un eroe dei social e poi dei media. E a questo punto qualunque miope burocrazia alza le mani e si arrende. La storia del film ricalca quasi totalmente quella del bel film L’incredibile volo, distribuito nel 1996 e visto da pochi, che rendeva più interessanti i rapporti fra padre e figlia (erano Jeff Daniels e Anna Paquin) e la faceva più breve su motivazioni e ostacoli burocratici, che un po’ appesantiscono questa narrazione, senza però spiegare benissimo tanta ostilità al civile progetto dell’ornitologo idealista. Nell’intento di rendere più appassionante quello che avrebbe potuto essere un semplice documentario, Vanier si ispira alla biografia del fotografo e attivista dei diritti degli animali Christian Moullec, che ha vissuto un’esperienza simile e collabora alla sceneggiatura. Le trame riguardanti i personaggi di finzione sfumano sullo sfondo per lasciare tutto lo spazio al Grande Volo e al suo significato. Nel film ci sono splendide riprese aeree (che ricordano quelle del bel documentario Popolo migratore di Jacques Perrin), con la citazione implicita dell’etologo Konrad Lorenz e la citazione esplicita del libro Il viaggio meraviglioso di Nils, romanzo di formazione scritto da Selma Lagerlöf. Sulle ali dell’avventura è un film che consigliamo, piacevole e edificante, che piacerà ai piccini convinti che impegnandosi virtuosamente si ottengano dei risultati, e ai genitori, che pure si illudono meno. Ma è sempre bello vedere una storia che finisce bene.

piacevole

7