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Studio 666

I Foo Fighters in versione horror

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Quanti religiosi, politici, borghesi e benpensanti vari hanno accusato il rock di essere demoniaco e i rocker di essere figli di Satana, posseduti da contagiosi spiriti malvagi? Con il film Studio 666, i Foo Fighters danno loro ragione. Ma è tutto per ridere. In crisi di ispirazione e pure finanziaria, Dave Grohl cerca una sede capace di dare una rinnovata al loro repertorio, all’inseguimento di qualche nuovo riff perfetto. A Encino, nella San Fernando Valley di L. A., trovano una villona semi-abbandonata che naturalmente nasconde inquietanti trascorsi: il leader di una band rock aveva sterminato tutti i suoi compagni prima si ammazzarsi pure lui, nel 1993 (anno crediamo scelto non a caso). La cosa farebbe scappare chiunque, ma non l’anticonformistico gruppetto. Le prove iniziano ma iniziano anche gli incidenti. Dave, dopo un passaggio nella cantina della casa, comincia a comportarsi in modo bizzarro, tanto da inquietare i suoi amici. Intanto una vicina impicciona ma attraente, lancia messaggi inascoltati. Come ne La casa, anche a Encino c’è un libro rilegato con pelle umana che si nutre di sangue. Come in Amtityville (o anche in Shining) Dave si imbruttisce e comincia a maltrattare i suoi compagni. Come in Non aprite quella porta sarà al lavoro una sega a nastro. Quando i compagni d’avventura cominciano a ribellarsi, qualcuno inizia a scomparire. Cosa mai sarà successo, cosa mai potrà succedere? Oltre ai membri del gruppo, Grohl in testa, che si divertono a fare gli attori, nel film compaiono brevemente John Carpenter (il mitico regista), Lionel Ritchie, Will Forte e la “groupie” Whitney Cummings. Per i fan il film è anche l’ultima occasione per vedere il batterista Taylor Hawkins, morto purtroppo il 25 marzo 2022 durante la turnée per lanciare il loro decimo disco, Medicine at Midnight, che ha vinto il Grammy quest’anno. Dave Grohl scrive la storia, dimostrando di avere guardato tutti i grandi classici del genere, anche quelli più trash, e intanto butta lì qualche spunto divertente sui rapporti fra i vari membri delle band, fra il front man e gli altri che finiscono sempre in secondo piano, e fra gli artisti e i manager, gli sperperatori e gli amministratori. Studio 666 è sostanzialmente un prodotto da fan service di lusso, un divertissement che nello stile ricorda volutamente tanti altri film gloriosamente a basso costo e fantasiosamente splatter (Rob Zombie ne sa qualcosa). I Foo si sono sicuramente divertiti girandolo, lo spettatore avrà i suoi momenti di spasso, legati soprattutto a qualche ammazzamento particolarmente efferato, che in generale avviene con modalità da legge del contrappasso. Mentre cerca per finta il suo riff perfetto, Grohl ne confeziona un paio all’altezza della fama del gruppo.

godibile

6