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Strike a Pose: Recensione

di

 Express Yourself!

Strike a pose: imperativo rivolto dal fotografo ai propri soggetti, necessità più volte riscontrata nella vita. Mettiti in posa, datti un atteggiamento. La "posa" della vita i ballerini del film omonimo l'hanno trovata con Madonna, quando nel 1990 sono stati selezionati per il Blonde Ambition Tour, che mirava, e con successo, a scandalizzare con i suoi riferimenti sessuali, con le sue dissacrazioni religiose, con tutte le provocazioni tipiche della star.

Intanto dalle radio e dagli schermi televisivi dell'intero mondo impazzava la canzone Vogue, nel cui video si "mettevano in posa" gli stessi danzatori. I registi Ester Gould e Reijer Zwaaan sono andati a cercarli, a farsi raccontare come erano, cosa sono diventati e perché. Li hanno ritrovati tutti, tranne uno, morto nel frattempo giovanissimo di AIDS. Degli altri (erano tutti gay tranne uno) due si sono ritrovati positivi all'HIV e la loro attuale sopravvivenza, e in salute, è un messaggio positivo. Sarà anche per questo che ci è venuto in mente il bel film The Normal Heart, in cui bene si mostrava il tragico ritardo con cui negli anni '80 si era messa in movimento la "macchina dei soccorsi", sia per quanto riguardava l'intervento pubblico, sia per quanto concerneva la ricerca scientifica. Una strada insomma c'è, non necessariamente devono morire tutti quelli afflitti da questa malattia, vista da molti come un giusto castigo divino per l'eccessiva libertà sessuale, per la promiscuità selvaggia di quegli anni di eccessi. Strike a Pose non è un backstage del tour o di qualche video, è ben altro e qualcosa di più. Più che al tour fa riferimento a Truth or Dare, il documentario tratto nel 1991 dal Blond Ambition Tour, un vero manifesto per la cultura gay in quel momento, in cui Madonna prendeva posizione (e invitava il resto del mondo a farlo) sui diritti degli omosessuali, sulla libertà di essere se stessi, sulla lotta contro l'AIDS. È una storia anche malinconica di occasioni sprecate, di vite che hanno rischiato di essere buttate via. In generale i ragazzi se le sono cavata e non è detto che le occasioni sprecate siano poi state tante. Nello stravolgimento del successo, sulla coda degli esagerati anni '80 (ma per alcol e droghe ogni decennio si somiglia) dopo qualche eccesso tutti si sono assestati su una vita normale. Tre ballerini avevano fatto causa a Madonna per aver inserito in Truth or Dare scene a loro dire non autorizzate, ma è acqua passata. Uno degli ex ragazzi durante la loro commovente reunion ammette che Madonna non deve loro nulla, quello che tutti hanno fatto delle rispettive esistenze è esclusivamente affare loro. E già questa è un'onesta assunzione di responsabilità. Per questo motivo e anche perché parla della perenne difficoltà di inserimento degli omosessuali e della lotta contro l'AIDS, argomenti cari alla diva, pensiamo che il film potrebbe risultare non sgradito alla sempre dirompente Signora. Il film sarà in sala il 5 e 6 dicembre.

 

 

toccante

7